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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra.

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morti 2017

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Al 22 luglio 2017 dall’inizio dell’anno sono 382 i morti sui luoghi di lavoro, oltre 820 con le morti sulle strade e in itinere

Nei primi sei mesi dell’anno sono morti sui LUOGHI DI LAVORO 338 lavoratori, erano 304 nei primi sei mesi del 2016. Registriamo quindi un aumento di oltre il 10% rispetto all’anno scorso e l’aumento è rilevante anche senza le tragedie di Rigopiano e dell’elicottero precipitato in Abruzzo. Erano 291 il 30 giugno del 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio + 12,5%. Occorre anche ricordare che almeno altrettanti sono i lavoratori che muoiono in itinere ogni anno. Complessivamente quest’anno sono oltre 700 i morti per infortuni in Italia compreso l’itinere. L’anno scorso in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate di lavoro oltre che sul posto, anche dalla famiglia e dai lavori domestici e quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore travolto dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10,5% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno il 31% dei morti sui LUOGHI DI LAVORO ha dai 61 anni in su.

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Le morti verdi provocate dal trattore

Strage continua, sono già 88 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti o perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Nelle ultime 48 ore ne sono morti altri due in modo così terribile. Da quando nel 2014 si insediò il Governo Renzi, poi Gentiloni sono morti in modo così atroce ben 492 guidatori di questo mezzo mortale. Tra l’altro il parlamento ha rinviata per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo mezzo mortale a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Con le morti sulle strade e in itinere gli infortuni mortali in ogni provincia e regione sono mediamente il 120% in più ogni anno

VENETO 36 Venezia (5), Belluno (), Padova (1), Rovigo (5), Treviso (6), Verona (10), Vicenza (9). LOMBARDIA 36 Milano (6), Bergamo (4), Brescia (6), Como (1), Cremona (1), Lecco (3), Lodi (2), Mantova (3), Monza Brianza (4), Pavia (3), Sondrio (3), Varese () ABRUZZO 28 L'Aquila (7), Chieti (4), Pescara (12) Teramo (5) SICILIA 26 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (2), Enna (2), Messina (1), Ragusa (4), Siracusa (1), Trapani (7). CAMPANIA 26 Napoli (10), Avellino (2), Benevento (2), Caserta (6), Salerno (6). EMILIA ROMAGNA 23 Bologna (3). Forlì-Cesena (1), Ferrara (3), Modena (4), Parma (3), Piacenza (2), Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (). PIEMONTE 23 Torino (8), Alessandria (2), Asti (2), Biella (1), Cuneo (8), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (1) TOSCANA 20 Firenze (2), Arezzo (), Grosseto (4), Livorno (3), Lucca (2), Massa Carrara (1), Pisa (5), Pistoia (1), Siena () Prato (1). LAZIO 19 Roma (6), Viterbo (6) Frosinone (2) Latina (5) Rieti (). PUGLIA 17 Bari (4), BAT (), Brindisi (4), Foggia (3), Lecce (5) Taranto () CALABRIA 15 Catanzaro (2), Cosenza (7), Crotone (1), Reggio Calabria (3) Vibo Valentia (2) LIGURIA 10 Genova (3), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (5). MARCHE 10 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (5), Ascoli Piceno (2). SARDEGNA 9 Cagliari (3), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (3), Sassari (3). Sulcis inglesiente () FRIULI VENEZIA GIULIA 7 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (4). TRENTINO ALTO ADIGE 6 Trento (1), Bolzano (5). UMBRIA 8 Perugia (5) Terni (3). Molise 5 Campobasso (3), Isernia (2) BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Video Nicoletti rai 2

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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venerdì 21 luglio 2017

Non si può far morire gli angeli per infortunio sul lavoro. L'ingegnere Lisa Picozzi è diventata il simbolo dell'otto marzo e delle donne morte per infortunio sul lavoro

Lisa Picozzi, un angelo andata in cielo, inaccettabile morire per infortunio sul lavoro. l'8 AGOSTO a Bologna ci sarà la commemorazione della strage di Maricinelle dove morirono tantissimi minatori italiani in una miniera belga. nell'occasione Marianna Viscardi Parlerà dell'infortunio mortale che ha coinvolto sua figlia l'ingegnere Lisa Picozzi morta per infortunio sul lavoro. Lisa, giovane, bella e sportiva è diventata un simbolo dell'otto marzo .Care donne, in tante avete una sensibilità enorme verso le tragedie delle morti sul lavoro, sono dieci anni che lo vedo. Fate sentire la vostra vicinanza a Mamma Marianna, Sono tantissime le donne che muoiono per infortunio sul lavoro: soprattutto in itinere. Questo per l'eccessivo carico di lavoro.  Le donne tra lavoro nelle fabbriche, begli uffici ecc. e quelli di casa. Lavorano il doppio degli uomini e quando sono al volante sono spesso stanche e stressate. Occorre rivedere tutta la normativa sugli infortuni sul lavoro. Fare diventare l'itinere come prioritario nella lotta contro gli infortuni sul lavoro.

mercoledì 19 luglio 2017

Martino Maggi, un eroe della porta accanto.


Un bagnino di Ostuni Martino Maggi è morto mentre cercava di salvare una bimba di 11 anni.l Un turista inglese era andato ad aiutare la figlia e il padre in difficoltà nel mare molto mosso, a Ostuni.  Martino Maggi di 49 anni è intervenuto per soccorrere il padre che era più in difficoltà.   È stato trascinato, a sua volta, a fondo. Sono morti entrambi, uno direttamente in acqua e l’altro appena riportato a riva. Salvi nonno e nipotina. La disgrazia a metà mattinata,

martedì 18 luglio 2017

Le balle che tutti fanno finta di credere. I morti per infortuni aumentano da dieci anni. Ma chisssenefrega, tanto a morire sono per la maggioranza terroni (come me anche al nord), agricoltori anche in tarda età, artigiani e stranieri.

La strage continua, anche oggi 18 luglio 2017. sono stati cinque i morti sul lavoro in Italia. Non poteva mancare il "solito" agricoltore schiacciato dal trattore in provincia di Alessandria, e sono 88 dall'inizio dell'anno a morire in modo così atroce. Smetto di cercare di svegliare la coscienza dei responsabili delle  politiche agricole. Tanto non serve a niente, l'agricoltore chi????? Ha perso la vita anche un installatore di condizionatori cadendo dall'alto nella provincia di Lecce, aveva solo 44 anni. Ha perso la vita  un macedone di 50 anni nella provincia di Lecco, è crollato un muro di contenimento.. In quel di Lucca è morto dopo molti giorni di agonia un geometra 57enne. In provincia di Napoli, a causa del'incendio è morto sul tetto di un capannone, per cercare di fuggire dalle fiamme  un 57enne. Insomma l'Italia è in una condizione pietosa e si capisce anche perchè. Se non è capace di tutelare e cercare di proteggere la vita dei propri lavoratori come può occuparsi adeguatamente di tutto il resto? Il problema è sempre lo stesso: la mancanza di rappresentanza in parlamento dei lavoratori dipendenti. dentro c'è di tutto ma nessuno che viene dal mondo del lavoro.

lunedì 17 luglio 2017

Altri tre morti due di questi schiacciati dal trattore

Ancora tre morti sui luoghi di lavoro : tutti e tre schiacciati da mezzi. Due sono agricoltori schiacciati dal trattore nelle province di Treviso e di Lecce dove a perdere la vita è stato Antonio Specchia un 34enne. Non si conoscono le generalità della vittima della provincia di Treviso. E' stato invece un negoziante a morire in provincia di Caserta, anche lui schiacciato da un muletto mentre stava movimentando del materiale. Avanti così, caro nostro Paese che non si merita una classe dirigente così menefreghista

venerdì 14 luglio 2017

Ancora morti sul lavoro. Tanti altri "nessuno" sono morti per infortuni sul lavoro

Un operaio della Sirti è morto e altri due suoi colleghi sono rimasti feriti sull'autostrada A2 della Salerno Reggio Calabria nei pressi di Lauria. sono stati investiti da un camion quando erano sulla corsi d'emergenza. La vittima aveva 51 anni. Massimo Paglialunga è morto fulminato in un'azienda della provincia di Bari mentre la stavano ristrutturando, aveva 41 anni. Nelle province di Foggia e di Ancona sono morti schiacciati dal trattore altri due lavoratori. nella provincia di Foggia alla guida del trattore c'era una donna e stava trasportando sul mezzo la madre che è stata sbalzata fuori ed è morta sul colpo. Nella provincia di Chieti un giovane agricoltore di 36 anni è morto per uno choc anafilattico. Insomma un panorama desolante quello del mondo del lavoro in Italia e nessuno che prende a mano la situazione, sembra che questa strage non interessi nessuno e nessun one  è responsabile. Ma sono "nessuno" i tanti lavoratori che muoiono dimenticati da tutti

mercoledì 12 luglio 2017

Per quanti lavoratori suonerà la campana oggi? Morti altri tre lavoratori anche ieri, si raddoppiano se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere

Quanti saranno oggi i lavoratori che perderanno la vita? Non passa giorno senza avere 3/4 lavoratori che perdono la vita ogni giorno. Anche ieri sono stati tre sui LUOGHI DI LAVORO.Uno stillicidio continuo che lascia indifferente la nostra classe dirigente e soprattutto la politica che dovrebbe occuparsene. Ci dicono che i morti per infortuni calano ogni anno, ma in realtà crescono sempre. ma meglio credere dove e a chi fa più comodo. Ho voluto  fare riferimento a un vecchio film sulla guerra civile spagnola. I lavoratori ogni giorno partono per la guerra e non sanno mai se torneranno a casa.

i morti di ieri: in provincia di Reggio Calabria ha perso la vita Roberto Guadagnino di 50 anni, è rimasto travolto dall'albero che tagliava. In provincia di Alessandria è morto dopo 12 giorni di agonia Carlo Castelli colpito il 30 giugno da un braccio meccanico, anche lui era un cinquantenne. In provincia di palermo è morto il 31enne Giorgio Ciacimino, travolto dal suo camion che dopo una rottura di freni l'ha travolto. Per fortuna ieri non c'è stato il solito agricoltore morto schiacciato dal trattore

lunedì 10 luglio 2017

Gli agricoltori sono figli di un dio minore? nessuna fa niente per salvaguardarne la vita, Altri due schiacciati dal trattore negli ultimi due giorni

Altri due nelle ultime 48 ore
Le morti verdi provocate dal trattore

Strage continua, sono già 81 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti o perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Nelle ultime 48 ore ne sono morti altri due in modo così terribile. Da quando nel 2014 si insediò il Governo Renzi, poi Gentiloni sono morti in modo così atroce ben 492 guidatori di questo mezzo mortale.  Tra l’altro il parlamento ha rinviata per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo mezzo mortale a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore.  Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.