L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro CHIUDERA' IL 31 DICEMBRE 2014 A 6 ANNI DALL'APERTURA. CHIUDERA' PER 'INDIFFERENZA". L'indifferenza di questo governo e della politica tutta, oltre che della classe dirigente di questo paese. E’ diventata insopportabile per un cittadino normale che voleva solo dare un contributo alla conoscenza e alla risoluzione di queste tragedie continuare e sacrificare il suo tempo e avere come interlocutori “il nulla” I morti sui luoghi di lavoro aumentano in modo spaventoso ma non si fa niente. Chi dice che calano o non conosce l’entità del problema o è in malafede. I lavoratori sono trattati come merce e carne da macello. E tenete giù le mani dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che dove non è presente come tra i lavoratori precari e partite IVA uccide per l'impossibilità, pena il licenziamento, d'opporsi anche alla richiesta di fare lavori pericolosi. Se chi vuole preservare i diritti e la dignità di chi lavora è considerato un conservatore sono felice di esserlo

Salva la vita a un tuo caro informandolo

LA VERA EMERGENZA IN QUESTO PAESE, SE PARLIAMO DI INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO, SONO GLI AGRICOLTORI CHE MUOIONO SCHIACCIATI DAL TRATTORE, GIA' 139 DALL’INIZIO DELL’ANNO E 129 DA QUANDO ABBIAMO MANDATO IL 28 FEBBRAIO UNA MAIL A RENZI, POLETTI E MARTINA SULL’IMMINENTE STRAGE CHE SAREBBE RICOMINCIATA ENTRO POCHI GIORNI, CHIEDEVAMO DI FARE UNA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE SULLA PERICOLOSITA' DEL MEZZO, OLTRE CHE UNA "LEGGINA" PER FAR DOTARE I VECCHI TRATTORI DI PROTEZIONI ANTI SCHIACCIAMENTO, SENZA OTTENERE NESSUNA RISPOSTA. SE HAI UN PARENTE CHE USA QUESTO MEZZO AVVERTILO DEL PERICOLO MORTALE CHE CORRE QUANDO LO GUIDA. AIUTACI A SENSIBILIZZARLO, SALVA LA VITA DI TUO PADRE, DI TUO NONNO, DI TUO FRATELLO, DI TUO FIGLIO, DI TUO MARITO O DI UN TUO CONOSCENTE. NON FARLO MORIRE IN MODO COSI’ ATROCE

dipinto d'apertura di Carlo Soricelli del 1980 "Icona proletaria"

Fondato dal metalmeccanico in pensione e pittore Carlo Soricelli è attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino,Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demani. Sono i sette giovani operai della ThyssenKrupp di Torino, morti nella notte del 5/6 dicembre 2007. Dall'Osservatorio sono registrati e archiviati in appositi file i morti sui luoghi di lavoro del 2008/2009/2010/2011/2012/2013/2014

per contatti carlo.soricelli@gmail.com

L'Osservatorio ha tantissimi visitatori statunitensi e tedeschi ed è per questo che lo presentiamo anche nelle loro lingue

Independent Observatory of Bologna who died on the job

Bologneser Unabhängige Beobachtungsstelle für die Toten bei der Arbeit

Mese

Morti per infortuni sul lavoro 20ottobre

Sono 534 dall'inizio dell'anno i morti sui luoghi di lavoro (oltre 1000 con i morti sulle strade e in itinere) +11 % rispetto allo stesso giorno del 2013. Se si aggiungono i "diversamente assicurati" che non appaiono mai nelle statistiche delle morti sul lavoro di categorie con assicurazioni proprie, diverse dall'INAIL, pensiamo si altre centinaia di morti ma per molte ragioni è impossibile avere un numero certo di vittime sulle strade, soprattutto di lavoratori con Partita IVA individuale che sono classificati come "morti per incidenti stradali", mentre invece stavano lavorando o erano in itinere. Ma le morti sui luoghi di lavoro che segnaliamo sono tutte documentate.

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE PROVINCE ITALIANE (vanno almeno raddopppiati se si aggiungo i morti sulle strade e in itinere)

Valle d'Aosta (1 morto) Aosta 1,Piemonte (42 morti) Torino 17, Alessandria 9, Asti 2, Biella 0, Cuneo 10, Novara 3, Verbano-Cusio-Ossola 1, Vercelli.Liguria (9 morti)Genova 5, Imperia 0, La Spezia 1, Savona 2.Lombardia (58 morti) Milano 7, Bergamo 5, Brescia 10 Como 0, Cremona 7, Lecco 0, Lodi 2, Mantova 10, Monza 2, Brianza 1, Pavia 8, Sondrio 3, Varese 4.Trentino-Alto Adige (18 morti)Trento 6, Bolzano 12,Veneto (51 morti)Venezia 9, Belluno 4, Padova‎ 5, Rovigo 4, Treviso 6, Verona 13, Vicenza 7. Friuli-Venezia Giulia (7 morti) Trieste 1, Gorizia 0, Pordenone 3, Udine 3. Emilia-Romagna (45 morti)Bologna 4. Forlì-Cesena 7, Ferrara 6, Modena 5, Parma 7, Piacenza 5, Ravenna 8, Reggio Emilia 2, Rimini 1.Toscana (24 morti) Firenze 2, Arezzo 7, Grosseto 2, Livorno 1, Lucca 3, Massa Carrara 1, Pisa‎ 6, Pistoia 1, Prato 0, Siena 0.Umbria (13 morti)Perugia 8, Terni 5.Marche (16 morti)Ancona 1, Ascoli Piceno 5(compresi i 4 piloti del Tornado), Fermo 3, Macerata 3, Pesaro-Urbino 3.Lazio (37 morti)Roma 15, Frosinone 3, Latina 4, Rieti 6, Viterbo 9.Abruzzo (24 morti)L'Aquila 8, Chieti 8, Pescara 1, Teramo 7.Molise (8 morti)Campobasso 4, Isernia 4,Campania (35 morti) Napoli 10, Avellino 7, Benevento 5, Caserta 4, Salerno 9,Puglia (32 morti)Bari 13, BAT 2, Brindisi 1, Foggia 3, Lecce 8, Taranto 5.Basilicata (5 morti)Potenza 4, Matera 1. Calabria ( 16 morti) Catanzaro 3, Cosenza 5, Crotone 1, Reggio Calabria 1, Vibo Valentia 6.Sicilia(44 morti) Palermo 12, Agrigento 5, Caltanissetta 5, Catania 3, Enna 2, Messina 5, Ragusa 2, Siracusa 4, Trapani‎ 6.Sardegna (14 morti) Cagliari 4, Carbonia-Iglesias 2, Medio Campidano 1, Nuoro 3, Ogliastra 1, Olbia-Tempio 0, Oristano 3, Sassari‎ 0. Quando leggete questa terribile sequenza ricordatevi sempre che se si aggiungono anche i morti sulle strade e in itinere i morti sul lavoro sono almeno il doppio e tante vittime sulle strade muoiono per turni dove si dovrebbe dormire, per orari prolungati e stanchezza accumulata, per lunghi percorsi per andare e tornare dal lavoro. Non sono segnalati a carico delle province le morti di autotrasportatori sulle autostrade.

Categorie con più morti sul lavoro: Agricoltura 42% sul totale, con il 68% di queste morti causate dal trattore . Edilizia 23,6%. Industria 9,2. Autotrasporto 6,2%. Il 29% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha oltre 60 anni. l'11,25% sono stranieri. Il 50% di tutte le morti sui luoghi di lavoro sono concentrate in 5 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.


Il giorno 28 febbraio abbiamo mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti avvertendoli che entro pochi giorni sarebbe ricominciata la strage di agricoltori schiacciati dal trattore senza ottenere nessuna risposta. Li pregammo di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo e di proporre in parlamento una legge per la protezione delle cabine sui vecchi trattori. Da quel giorno ne sono morti così atrocemente 129 e 139 dall'inizio dell'anno. La responsabilità morale di queste tragedie è anche loro e di tutto il parlamento

Non importa chi sei, se sei agricoltore, operaio, artigiano, impiegato, industriale, se indossi una divisa. Se lavori in regola o in nero. Qualsiasi lavoro tu svolga, NON DEVI MORIRE PER INFORTUNIO SUL LAVORO.
Il Dott. Luca Visconti Psicoterapeuta offre consulenza gratuita e riservata ai familiari delle vittime, anche alle vittime di infortuni gravi e invalidanti. Per contatti luca.visconti@htmail.com

La morte accompagna tutti i giorni i lavoratori che vanno a lavorare in vecchi capannoni

luglio 2012 a futura memoria se un evento come questo si tornerà a verificare.

LA MORTE ACCOMPAGNA TUTTI I GIORNI OPERAI E IMPIEGATI QUANDO ENTRANO NELLE VECCHIE FABBRICHE CHE NON RISPETTANO LE NORMATIVE ANTISISMICHE DEL 2005

Dopo il terremoto in Emilia risulta evidente che milioni di lavoratori rischiano di rimanere uccisi sotto capannoni obsoleti costruiti prima delle normative antisismiche del 2005. Fabbriche che possono venire giù come castelli di sabbia in caso di nuovi terremoti. Si sta facendo qualcosa per mettere in sicurezza questi luoghi di lavoro? E lo Stato che misure sta mettendo in campo per farli rendere conformi? Io credo che tutto stia finendo nel dimenticatoio. Se forti scosse capiteranno durante il giorno e non di notte come nel terremoto in Emilia, ci sarà una strage di lavoratori che sotto i tetti di quelle fabbriche ci lavorano

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Flavio Insinna recita la poesia "morti bianche" su radio 2

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "morti bianche" su radio 2

Morti bianche


Chiamatele pure morti bianche.
Ma non è il bianco dell’innocenza
non è il bianco della purezza
non è il bianco candido di una nevicata in montagna
E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli
che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto
occhi spalancati dal terrore
dalla consapevolezza che la vita sta scappando via.
Un attimo eterno che toglie ogni speranza
l’attimo di una caduta da diversi metri
dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni
del trattore senza protezioni che sta schiacciando
dell’impatto sulla strada verso il lavoro
del frastuono dell’esplosione che lacera la carne
di una scarica elettrica che paralizza il cuore.
E’ un bianco che copre le nostre coscienze
e il corpo martoriato di un lavoratore
E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso
di una vita che si spegne lontana dagli affetti
di lacrime e disperazione per chi rimane.
Anche quest’anno oltre mille morti
vite coperte da un lenzuolo bianco.
Bianco ipocrita che copre sangue rosso
e il nero sporco di una democrazia per pochi.
Vite perse per pochi euro al mese
da chi è spesso solo moderno schiavo.
Carlo Soricelli


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Dopo la sentenza della Cassazione che lascia l'amaro in bocca ma che non discuto, non posso non ripensare a quei giorni. Proprio a quei lavoratori morti così atrocemente ho dedicato l'Osservatorio che ho aperto poche settimane dopo. Il giorno dopo quella tragedia scrissi questa poesia che ripropongo a distanza di oltre 6 anni.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.


Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione

Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quaranta anni

Ha sempre creato opere a contenuto sociale

Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose.

Ha scritto sei libri

Siti di Soricelli

lunedì 20 ottobre 2014

Anche oggi 3 morti ui luoghi di lavoro

Anche oggi ci troviamo costretti a registrare e 3 lavoratori morti sui luoghi di lavoro: Un addetto ad un'industria del marmo è morto nel veronese schiacciato dalla gru che si è ribaltata. Nella provincia di Macerata un autotrasportatore albanese è caduto con la betoniera in un dirupo. nel cremonese è morto in un cantiere un operaio di 59; ancora sconosciute le cause dell'infortunio mortale.

venerdì 17 ottobre 2014

Muoe bruciato meccanico di biciclette

Treviso 17 ottobre 2014. E' morto avvolto dalle fiamme in un'officina di biciclette a Oderzo. Il meccanico è morto dopo essere stato avvolto dalle fiamme divampate nel retro della sua officina di riparazione di biciclette. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, l'incendio sarebbe stato innescato dalla stessa vittima, intenta ad adoperare una fiamma ossidrica. L Ai carabinieri il compito di ricostruire l'esatta dinamica di quanto avvenuto.

Mandiamo Bonaccini e il PD all'opposizione alle elezioni di Novembre in Emilia Romagna

Come curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com ieri ero in Piazza maggiore con altre 50.000 persone a difendere i diritti di chi lavora La regione Emilia Romagna sempre ai vertici della triste classifica nelle morti sui luoghi di lavoro da quando nel 2008 ho aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, diventato punto di riferimento nazionale per chi cerca notizie su queste tragedie. Ricordiamo che le morti sui luoghi di lavoro sono soprattutto dovuta a lavoro nero, precario e partite IVA Individuali. parlano sempre di cali favolosi ma le morti non sono mai state così tante dal 2008, oggi in Italia siamo a +11% rispetto al 2013 e a +3,9% rispetto al 2008. E questo rispetto al numero di abitanti unico parametro valida per valutare l’andamento di una regione. Dov’è presente il Sindacato con propri rappresentanti le morti sono quasi inesistenti. Ed è per questo che ieri sono andato in Piazza Maggiore da pensionato e da artista sensibile alle problematiche sociali e chi conosce le mie opere sa bene di cosa parlo. Ho partecipato allo sciopero della CGIL per difendere lo Statuto dei lavoratori e l’articolo 18, che protegge dai soprusi, dà dignità a chi lavora e protegge anche contro gli infortuni sul lavoro. La regione attraverso anche la Segreteria del Presidente Errani è sempre stata informata di questo andamento sulle morti sul lavoro, così quasi tutti gli assessorati. Hanno governato bene? Io non credo. Mai nessuno si è interessato per andare a verificare se quello che scrivevo era vero. E’ comodo prendere i dati INAIL che monitora solo i propri assicurati e tantissimi non lo sono, soprattutto tutte le nuove forme contrattuali, e dove i morti risultano in calo, e questo proprio per merito del Sindacato, la CGIL in specifico, che riesce ancora a dire la sua anche sulla Sicurezza sui luoghi di lavoro in questa regione. Quelli che stanno governando quella che fu una regione “rossa” sono solo dei burocrati attenti alle loro posizioni individuali che “parlano” solo tra loro. Ed è per questo che io come tanti i lavoratori e pensionati a novembre non voteremo il PD e le liste collegate, Il PD un partito lontano dai cittadini e che ha presentato come candidato presidente Bonaccini, un “renziano” dell’ultima ora scelto dall’apparato burocratico. Ormai hanno scelto di difendere le categorie più agiate e i poteri forti e di togliere i diritti a chi lavora e ai pensionati. I lavoratori non svendono i propri diritti e la loro dignità per 80 euro, che poi ti toglieranno con le nuove tasse come si è visto con la manovra presentata ieri e che ha visto le Regioni in rivolta perché questi “ottanta euro” saranno costretti a tagliare anche sulla Sanità. Guardate qui sotto l’andamento dal 2008 sulle morti sui luoghi di lavoro nella nostra regione. Con il terremoto stanno avendo lo stesso atteggiamento che ha avuto la “burocrazia” a Genova con le alluvioni. Morti sui luoghi di lavoro nella Regione Emilia Romagna dal 2008 al 2014 In questo momento del 2014 risulta terza con 45 morti dopo la Lombardia (che ricordiamo sempre ha il doppio degli abitanti di qualsiasi regione italiana) e il Veneto che ne ha 47. Nel 2013 sono morti sui luoghi di lavoro in Emilia Romagna 45 lavoratori. Terza in termini assoluti dopo Lombardia con 68 morti e Sicilia 48. Nel 2008 furono 48 Nel 2009 53 terza in termini assoluti dopo la Lombardia con 68 morti e il Veneto con 60 2010 sesta con 40 morti per numero di morti sui luoghi di lavoro dopo Lombardia 81 morti, Vento 53, Lazio 43, Puglia 45, Sicilia 48 2011 Seconda con 55 morti per numero si morti sui luoghi di lavoro dopo Lombardia con 78 morti 2012 seconda con 63 morti sul lavoro, Anno del terremoto dove morirono sotto capannoni industriali 12 lavorati e un parroco. Ci chiediamo se la regione ha fatto da quell’anno un monitoraggio del rischi sismico sulle altre fabbriche della regione e sui supermercati costruiti nello stesso periodo con la stesse caratteristiche. Io credo che la Regione non ha fatto niente. Spieghi ai cittadini emiliani e romagnoli se ha almeno fatto un monitoraggio sulle fabbriche a rischio. Mai ricevuto una risposta

giovedì 16 ottobre 2014

Strage continua e ci dicono che i morti calano ma siamo ad un aumento a due cifre rispetto al 2013

Ho avuto problemi col computer, ma anche in questi due giorni ci sono stati diversi morti sui luoghi di lavoro. Ci sono stati morti sui luoghi di lavoro nelle province di Sondrio, di Padova, di Udine e di Alessandria

mercoledì 15 ottobre 2014

L'OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO PARTECIPA ALLO SCIOPERO INDETTO DALLA CGIL DELL'EMILIA ROMAGNA CONTRO L'ABOLIZIONE DELL'ARTICOLO 18.

L'OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO PARTECIPA ALLO SCIOPERO INDETTO DALLA CGIL DELL'EMILIA ROMAGNA CONTRO L'ABOLIZIONE DELL'ARTICOLO 18. SCIOPERIAMO PER AVER CONSTATATO DA ANNI CHE A MORIRE SUI LUOGHI DI LAVORO SONO SOPRATTUTTO LAVORATO CHE NON HANNO QUESTA PROTEZIONI. DOV'E' PRESENTE IL SINDACATO E UN RAPPRESENTANTE DELLA SICUREZZA LE MORTI SONO PRATICAMENTE INESISTENTI. NELLE FABBRICHE DOVE C'E' LO STATUTO DEI LAVORATI MUOIONO SOPRATTUTTO LAVORATORI TERZISTI DI AZIENDE APPALTATRICI CHE SPESSO NON SONO PROTETTI COME I DIPENDENTI. IO PERSONALMENTE SARO' IN PIAZZA MAGGIORE TUTTA LA MATTINATA. Carlo Soricelli

Più morti sul lavoro che omicidi

Infortuni: Censis, Morti sul lavoro superano gli omicidi Roma, 5 ago. (Adnkronos/Labitalia) - Si muore di più sul lavoro che non a causa della criminalità o di episodi violenti. I morti sul lavoro, infatti, sono quasi il doppio degli omicidi. A lanciare l'allarme è il Censis, secondo il quale, tuttavia, ''gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza rispetto ai fenomeni di criminalitá''.

martedì 14 ottobre 2014

Io voglio bene a chi lavora tutto qui,

Da L'Avvenire.it Lorenzo si è infortunato nel più classico dei modi: precipitando. Mentre stava lavorando sul tetto di un capannone, la soletta ha ceduto e lui è “volato” per dodici metri cadendo in piedi. Così, a 34 anni, si è ritrovato paraplegico e su una carrozzina per il resto della vita. La storia di Lorenzo Degl’Innocenti, fiorentino 36enne, è abbastanza comune e, infatti, proprio ieri, allo stesso modo, è morto Giuseppe Milizia, 48 anni, caduto dal soffitto di un centro commerciale di Porto Empedocle (Agrigento). Secondo l’Ispesl, l’Istituto di ricerca sugli infortuni dell’Inail, la caduta dall’alto è all’origine del 47% degli incidenti in edilizia e provoca il 20% dei decessi nei cantieri. Sia Lorenzo che Giuseppe sono caduti perché mancava la linea guida, il cavo d’acciaio cui agganciarsi mentre si lavora. «In 19 anni una sola volta l’ho trovata: sul tetto di una caserma dei carabineri», racconta Lorenzo, ricordando che, all’estero, la linea guida è quasi sempre presente e, chi non la usa, viene licenziato in tronco. «Da noi questo non succede – aggiunge il lavoratore toscano – Anzi, se ti lamenti ti tolgono il lavoro per darlo a qualcun altro». Per accendere l’attenzione su questo e tanti altri problemi che ancora collocano l’Italia tra i Paesi industrializzati con il più alto tasso di infortuni, per oggi l’Anmil (l’Associazione che rappresenta gli infortunati e le loro famiglie), promuove la 64esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. In ogni capoluogo si svolgerà una manifestazione, mentre l’appuntamento nazionale è in programma a Firenze, con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. A lui e agli altri rappresentanti delle istituzioni, il presidente nazionale dell’Anmil, Franco Bettoni, ricorderà l’importanza di «difendere il nostro sistema di welfare, che sembra oggi sotto attacco, come fonte di una spesa pubblica non più sostenibile». La strada per risparmiare, però, non passa dal taglio delle prestazioni. Se, stando ai dati ufficiali dell’Inail, è vero che in Italia gli infortuni sono in calo da almeno un quinquennio (nel 2013 sono stati 50mila in meno rispetto all’anno prima, con 660 casi mortali, pari a -21% in dodici mesi), lo stesso Istituto di assistenza stima in oltre 50 miliardi di euro all’anno il costo sociale degli incidenti sul lavoro. Il primo investimento da fare, allora, è nella formazione dei lavoratori. Lo ricorda la vicenda di Filomena Rago, 45 anni di Solofra (Avellino), che, nel 1991, ha perso la mano destra nel rullo di una stiratrice da conceria. «Ero giovane e alla mia prima esperienza – racconta – e, soprattutto, nessuno mi aveva spiegato come si lavorava». Fortunatamente oggi non è più così e, per esempio, l’edilizia, settore con la più alta frequenza di infortuni gravi, malattie professionali e incidenti mortali, è corsa ai ripari introducendo, il 1° gennaio 2009, 16 ore di formazione obbligatoria per i neo assunti, da frequentare prima di mettere piede in cantiere. Risultato: tra il 2008 e il 2012, gli infortuni nel settore sono passati da 96.255 a 52.046, quasi dimezzandosi (-46%). È ancora dura e tutt’altro che vinta, invece, la guerra al lavoro nero che, secondo la Cgia di Mestre, riguarda più di 3 milioni di addetti, di tutti i settori, produce quasi 100 miliardi di Pil irregolare e provoca un’evasione fiscale di 42,7 miliardi di euro l’anno. Cifre enormi dietro cui si cela anche il dramma di tanti lavoratori in nero che si infortunano nel silenzio generale. Non si sa nemmeno quanti sono, visto che sul fenomeno non esistono dati attendibili. Tra le poche voci che in questi anni si sono levate per denunciare questa e altre ingiustizie legate agli infortuni, c’è quella di Carlo Soricelli, promotore dell’Osservatorio indipendente di Bologna. Ma anche questa voce rischia di spegnersi. «Il 31 dicembre chiudo per l’indifferenza della politica», dice con amarezza. Se lo farà davvero sarà una brutta giornata per i lavoratori. Non credo che quando chiuderà l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sarà una brutta giornata per i lavoratori come dice il giornalista di questo articolo. Ma io in questi anni ho combattuto una battaglia volontaria che mi ha impegnato ore e ore al giorno. E vedere che i morti invece di calare aumentano, che si sono delle omissioni e delle bugie gravissime da parte di tutte le istituzioni a partire dai vertici fino ad arrivare al comune dove abiti ti raggela. E tutti sono stati informati e tempestati di mail. Siamo a una società orwelliana. Pure la verità vien ignorata, ed è quella che i morti sul lavoro aumentano nonostante la crisi e che dove ci sono i sindacati le morti sono quasi inesistenti. Ma non serve a niente e ignorano perchè questa "casta" o "classe" che ci governa ha in mano tutto, il potere economico, mediatico e politico e mancanza di etica. E una vergognosa voglia di ridurre chi lavora ad un regime di semi schiavitù come lo sono i precari e i lavoratori in nero e partite iva. Ti senti impotente. Perchè ho fatto e sto facendo questo lavoro di volontariato? Non è ideologia,è solo la voglia di fare qualcosa per il prossimo. Io so quanta umanità c'è nel mondo del lavoro e io a queste persone voglio bene, anche se non le conosco. Tutto qui