Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

http://cadutisullavoro.blogspot.it/

MORTI SUL LAVORO 2015

MORTI SUL LAVORO IN ITALIA NEL 2015

3 marzo sono 73 i morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NELLE PROVINCE ITALIANE (vanno almeno raddoppiati se si aggiungo i morti sulle strade e in itinere)

Valle d'Aosta Aosta. Piemonte (5) Torino (2), Alessandria 1, Asti , Biella , Cuneo 2, Novara , Verbano-Cusio-Ossola , Vercelli. Liguria (3) Genova 1 , Imperia 1 , La Spezia , Savona (1). Lombardia (12) Milano 3, Bergamo (2), Brescia (1), Como , Cremona (1), Lecco 0, Lodi , Mantova , Monza , Brianza , Pavia (1), Sondrio (1) , Varese (3) .Trentino-Alto Adige ( 1 )Trento (1), Bolzano ,Veneto (7) Venezia (1), Belluno (1) , Padova , Rovigo (2), Treviso (2) , Verona (1), Vicenza (1) . Friuli-Venezia Giulia (1 ) Trieste , Gorizia , Pordenone , Udine (1) . Emilia-Romagna ( 5 ) Bologna . Forlì-Cesena (1) , Ferrara (1) , Modena (1) , Parma , Piacenza , Ravenna (2), Reggio Emilia (1), Rimini .Toscana ( 6 ) Firenze , Arezzo , Grosseto , Livorno (1), Lucca , Massa Carrara (2) , Pisa (2), Pistoia , Siena (1). Marche (3) Ancona , Macerata, Fermo (1) , Pesaro-Urbino, Ascoli Piceno (1) . Umbria (1) Perugia (1) Terni . Lazio ( 3) Roma (2) Frosinone , Latina , Rieti , Viterbo (1). Abruzzo (2) L'Aquila (1), Chieti (1), Pescara , Teramo .Molise Campobasso , Isernia , Campania ( 4) Napoli , Avellino , Benevento , Caserta (1), Salerno (3), Puglia (2 )Bari , BAT , Brindisi (1) , Foggia , Lecce (1), Taranto . Basilicata Potenza , Matera . Calabria (1) Catanzaro , Cosenza (1), Crotone , Reggio Calabria , Vibo Valentia . Sicilia( 5 ) Palermo, Agrigento , Caltanissetta , Catania , Enna , Messina (2), Ragusa (2) , Siracusa , Trapani . Sardegna Cagliari , Carbonia-Iglesias , Medio Campidano , Nuoro , Ogliastra , Olbia-Tempio, Oristano , Sassari .

Primo maggio con il lutto al braccio

Primo maggio con il lutto al braccio
Per adesioni mandare una mail a carlo.soricelli@gmail.com

Fondato dal metalmeccanico in pensione e pittore Carlo Soricelli è attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino,Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demani. Sono i sette giovani operai della ThyssenKrupp di Torino, morti nella notte del 5/6 dicembre 2007. Dall'Osservatorio sono registrati e archiviati in appositi file i morti sui luoghi di lavoro del 2008/2009/2010/2011/2012/2013/2014/2015

per contatti carlo.soricelli@gmail.com

L'Osservatorio ha tantissimi visitatori statunitensi e tedeschi ed è per questo che lo presentiamo anche nelle loro lingue

Independent Observatory of Bologna who died on the job

Bologneser Unabhängige Beobachtungsstelle für die Toten bei der Arbeit

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manifesto DIOPPPS

manifesto DIOPPPS

Manifestazione dioppps

Entro marzo ci sarà la prima manifestazione nazionale di DIOPPPS a Bologna , torniamo a far diventare protagonisti i lavoratori

PARTECIPA ANCHE TU. BASTA DELEGHE TORNA PROTAGONISTA

MANIFESTO DIOPPPS

Disoccupati-Impiegati-Operai-pensionati-partite Iva-Precari-studenti

Emarginati, sfruttati, sottopagati o non pagati, senza un lavoro, senza un presente e spesso senza nemmeno la percezione di un futuro. Parliamo di disoccupati, impiegati, operai, partite Iva, precari di qualunque genere, pensionati, esodati, studenti. Persone che negli ultimi vent’anni hanno pagato sulla propria pelle il consolidamento di una società basata sulle raccomandazioni, la diffusione prepotente della precarietà giovanile, il nepotismo, il predominio di caste e lobbies. Persone escluse anche dalla politica, spettatori passivi di scelte deleterie e privi di una rappresentanza forte in grado di tutelarne gli interessi.È venuto il momento di reagire, di riprendere in mano le proprie vite, di alzare la voce, di alzare la testa e tornare a farsi sentire, portando definitivamente all’interno delle istituzioni le istanze di quelle categorie che più di tutte soffrono per gli effetti della crisi.In questi ultimi vent’anni sono stati tolti i diritti conquistati dalle precedenti generazioni e una minoranza di italiani si è immensamente arricchita a discapito delle categorie più deboli. Leggi come la Treu, la Biagi, la Fornero e ora il Jobs Act hanno ridotto alla fame migliaia di lavoratori, imponendo il silenzio sui diritti e avendo come conseguenza la diffusione del precariato, delle forme di lavoro flessibile e l’allungamento dell’età pensionabile. Modelli occupazionali che impoveriscono le aziende che le attuano e uccidono tantissime persone - sempre meno tutelate – che muoiono a causa degli infortuni sul lavoro. Obiettivo di DIOPPPS è quello di portare nelle amministrazioni e nel Parlamento solo persone provenienti da queste categorie, le uniche a pagare la crisi.

Politiche per il lavoro. “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. È la prima parte dell’art. 1 della nostra Costituzione, tanto spesso citato e ricordato quanto nei fatti lettera morta. Il tasso di disoccupazione in Italia è del 12,9%, ma il tasso di disoccupazione giovanile è del 35%, con punte del 50% nell’Italia meridionale. Ecco alcune delle proposte di DIOPPPS per ridare slancio all’occupazione.

Politiche di welfare per i disoccupati. In Italia ci sono 8 milioni di lavoratori precari, nella maggior parte dei casi under 40 senza diritti, che percepiscono in media meno di mille euro al mese. Urge l’introduzione immediata di politiche di welfare che assistano disoccupati e partite Iva che perdono i committenti (sussidio di disoccupazione o indennità in caso di perdita del lavoro), alle quali devono accompagnarsi concrete politiche di affiancamento al lavoratore nella ricerca di occupazione (centri di collocamento e agenzie interinali efficienti ben oltre il misero 5% di occupati a cui secondo i dati Istat riescono a trovare un lavoro), riduzione o esenzione dal pagamento di tasse e contributi per chi è sotto la soglia minima di reddito utile per condurre un’esistenza dignitosa.

Garanzia del lavoro e di un reddito dignitoso. Il lavoro deve tornare a essere una certezza, anche in un contesto che prevede un sempre maggiore ricorso alla flessibilità del mercato. Serve una rapida introduzione dei diritti e delle tutele sociali tipiche della flex-security dei Paesi dell’Europa centro-settentrionale. I lavoratori precari dovranno avere paghe maggiori rispetto ai colleghi tutelati dall’assunzione a tempo indeterminato.

Riconoscimento di professionalità e meriti da parte del mercato del lavoro. Discriminante per l’accesso al lavoro dovrà essere l’effettiva capacità: basta col sistema delle cooptazioni e delle conoscenze, che spesso non garantisce l’adeguata competenza da parte di chi fa il suo ingresso nel mondo del lavoro grazie a questi metodi.Formazione. Serve una scuola a tempo pieno, che sia in grado di creare tecnici preparati fin dalla giovane età (elettricisti, idraulici etc.) e di riproporre mestieri sempre meno diffusi ma con forte richiesta sul mercato (falegnami, fabbri, corniciai etc.).Sicurezza sul lavoro. Gli infortuni e i decessi sul lavoro non accennano a diminuire. Parliamo di incidenti che spesso sono il risultato dell’impossibilità di molti lavoratori di opporsi all'esecuzione di attività così pericolose. Quanti precari, quanti lavoratori in nero sono costretti a svolgere le loro mansioni senza le necessarie condizioni di sicurezza? Quanti sono i lavoratori che quotidianamente mettono a repentaglio le loro esistenze, subendo la costante minaccia di perdere il posto nel caso rivendichino i loro sacrosanti diritti?Le morti non sono cessate, ma si sono solo “trasferite” tra i precari, le partite Iva e i lavoratori in nero. Alla lotta senza tregua al precariato si deve necessariamente accompagnare la formazione continua dei lavoratori, la vigilanza nei cantieri e l'applicazione delle norme sulla sicurezza. Inoltre, è necessario istituire una Procura Nazionale della Sicurezza sul Lavoro, secondo il modello proposto da anni dal Procuratore di Torino Raffaele Guariniello.Pensioni eque. Ritorno all’adozione del metodo retributivo antecedente la riforma Dini del ’95, per l’ottenimento di una pensione pari a circa il 90% dell’ultima retribuzione percepita. Il metodo contributivo attualmente in vigore, caratterizzato da politiche salariali molto basse, farà sì che le pensioni percepite dalla generazione nata negli anni ’70 sarà pari al 36% dell’ultima retribuzione, inferiore persino alla pensione minima sociale erogata dallo Stato: un’ingiustizia sociale al quale è necessario porre immediatamente rimedio. Riduzione costi della politica e della spesa pubblica, abolizione di vitalizi e prebende di fine mandato. In una situazione mai così allarmante come quella che stiamo vivendo, è necessario attuare una immediata quanto concreta riduzione dei costi della politica e della spesa pubblica.

Le misure da mettere in atto prevedono: Una significativa riduzione degli stipendi di senatori, deputati, ministri, presidenti, assessori e consiglieri regionali. Riduzione delle spese di missione per Giunte e personale. Stop ai vitalizi per senatori, deputati, ministri, presidenti, assessori e consiglieri regionali; riduzione del numero di senatori, deputati, ministri, assessori e consiglieri regionali. Abolizione di indennità per tutti i componenti di CdA di enti e agenzie regionali; consistente riduzione delle auto di rappresentanza con conseguente impiego di auto di cilindrata non superiore ai 1400 cc abrogazione di tutte le indennità di fine mandato. Riduzione dell’indennità di funzione. Abrogazione del rimborso spese per il trasporto, come ad esempio per il tragitto casa-Senato-Camera-Ministero-Giunta-Consiglio e ritorno. Obbligo per chi ricopre incarichi pubblici di viaggiare in seconda classe in treno o in low cost in aereo.

Flavio Insinna recita la poesia "morti bianche" su radio 2

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "morti bianche" su radio 2

Bottiglie sangue d'agricoltore e foto con lutto al braccio

Bottiglie sangue d'agricoltore e foto con lutto al braccio
Foto con il lutto al braccio per il 1° maggio Cari visitatori del blog, per chi fosse interessato, è in vendita una marca di vino rosso da collezione del 2014 che si chiama "Sangue d'agricoltore schiacciato dal trattore". Sono disponibili 152 bottiglie, lo stesso numero di morti schiacciati dal trattore in Italia nel 2014. Bottiglie che saranno tutte numerate e firmate da me. Le prime tre saranno donate al Primo Ministro Renzi, al Ministro del Lavoro Poletti e al Ministro delle Politiche Agricole Martina, che ricevendo un allarme sull'imminente strage il 28 febbraio 2014 dall'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro non si sono nemmeno degnati di rispondere alla mail che chiedeva loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. Chiederò di poter esporre qualcuna di queste bottiglie all'EXPO che come sappiamo si occupa delle eccellenze agroalimentari, Il mondo sarà stupito da questo meraviglioso vino rosso prodotto dagli agricoltori italiani. Per prenotazioni mandatemi una mail. Naturalmente è una provocazione. Tra poco più di un mese ricomincerà la stessa carneficina che si potrebbe ridurre tantissimo se si facesse una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. Chiedo a tutti i visitatori che hanno parenti e amici che lavorano la terra di sensibilizzarli sulla pericolosità del mezzo. Che il trattore uccide con la massima facilità e procura infortuni gravissimi e invalidanti.

Morti bianche


Chiamatele pure morti bianche.
Ma non è il bianco dell’innocenza
non è il bianco della purezza
non è il bianco candido di una nevicata in montagna
E’il bianco di un lenzuolo, di mille lenzuoli
che ogni anno coprono sguardi fissi nel vuoto
occhi spalancati dal terrore
dalla consapevolezza che la vita sta scappando via.
Un attimo eterno che toglie ogni speranza
l’attimo di una caduta da diversi metri
dell’esalazione che toglie l’aria nei polmoni
del trattore senza protezioni che sta schiacciando
dell’impatto sulla strada verso il lavoro
del frastuono dell’esplosione che lacera la carne
di una scarica elettrica che paralizza il cuore.
E’ un bianco che copre le nostre coscienze
e il corpo martoriato di un lavoratore
E’ il bianco di un tramonto livido e nebbioso
di una vita che si spegne lontana dagli affetti
di lacrime e disperazione per chi rimane.
Anche quest’anno oltre mille morti
vite coperte da un lenzuolo bianco.
Bianco ipocrita che copre sangue rosso
e il nero sporco di una democrazia per pochi.
Vite perse per pochi euro al mese
da chi è spesso solo moderno schiavo.
Carlo Soricelli


Opere "Fiori recisi" dedicati agli amici che hanno perso un proprio caro lavorando

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"FIORI RECISI" Questo blog è dedicato ai familiari dei morti sul lavoro conosciuti in questi anni. Sono vasi di fiori dedicati e firmati col nome della vittima. Ci sono anche pagine dei loro cari che parlano del loro "fiore reciso". Consiglio a tutti d'andarlo a vedere. Quello che scrivono i familiari delle vittime è commovente e le opere, a mio parere, sono molto belle

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La morte accompagna tutti i giorni i lavoratori che vanno a lavorare in vecchi capannoni

luglio 2012 a futura memoria se un evento come questo si tornerà a verificare.

LA MORTE ACCOMPAGNA TUTTI I GIORNI OPERAI E IMPIEGATI QUANDO ENTRANO NELLE VECCHIE FABBRICHE CHE NON RISPETTANO LE NORMATIVE ANTISISMICHE DEL 2005

Dopo il terremoto in Emilia risulta evidente che milioni di lavoratori rischiano di rimanere uccisi sotto capannoni obsoleti costruiti prima delle normative antisismiche del 2005. Fabbriche che possono venire giù come castelli di sabbia in caso di nuovi terremoti. Si sta facendo qualcosa per mettere in sicurezza questi luoghi di lavoro? E lo Stato che misure sta mettendo in campo per farli rendere conformi? Io credo che tutto stia finendo nel dimenticatoio. Se forti scosse capiteranno durante il giorno e non di notte come nel terremoto in Emilia, ci sarà una strage di lavoratori che sotto i tetti di quelle fabbriche ci lavorano

Salva la vita a un tuo caro informandolo

Le morti verdi

LA VERA EMERGENZA IN QUESTO PAESE, SE PARLIAMO DI INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO, SONO GLI AGRICOLTORI CHE MUOIONO SCHIACCIATI DAL TRATTORE, GIA' 152 DALL’INIZIO DELL’ANNO E 142 DA QUANDO ABBIAMO MANDATO IL 28 FEBBRAIO UNA MAIL A RENZI, POLETTI E MARTINA SULL’IMMINENTE STRAGE CHE SAREBBE RICOMINCIATA ENTRO POCHI GIORNI, CHIEDEVAMO DI FARE UNA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE SULLA PERICOLOSITA' DEL MEZZO, OLTRE CHE UNA "LEGGINA" PER FAR DOTARE I VECCHI TRATTORI DI PROTEZIONI ANTI SCHIACCIAMENTO, SENZA OTTENERE NESSUNA RISPOSTA. SE HAI UN PARENTE CHE USA QUESTO MEZZO AVVERTILO DEL PERICOLO MORTALE CHE CORRE QUANDO LO GUIDA. AIUTACI A SENSIBILIZZARLO, SALVA LA VITA DI TUO PADRE, DI TUO NONNO, DI TUO FRATELLO, DI TUO FIGLIO, DI TUO MARITO O DI UN TUO CONOSCENTE. NON FARLO MORIRE IN MODO COSI’ ATROCE

Dopo la sentenza della Cassazione che lascia l'amaro in bocca ma che non discuto, non posso non ripensare a quei giorni. Proprio a quei lavoratori morti così atrocemente ho dedicato l'Osservatorio che ho aperto poche settimane dopo. Il giorno dopo quella tragedia scrissi questa poesia che ripropongo a distanza di oltre 6 anni.

Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quaranta anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri

Siti di Soricelli


lunedì 2 marzo 2015

Il Ministro Poletti è sgomento

Salerno Reggio Calabria 2 marzo 2014 E' morto Miholca Adrian, romeno di 25 anni. La tragedia intorno alle 17, in un canitiere della salerno Reggio-Calabria. dove sono in corso i lavori di realizzazione della nuova autostrada. Il povero giovane lavorarava per l’impresa Nitrex. Secondole prime indagini, l’incidente èin una campata del Viadotto “Italia”, dove edove si stavano demolendo le impalcature". Nel corso di questi lavori si è verificato improvvisamente il crollo della campata, che ha coinvolto anche l’operaio. Presente in cantiere l’autorità giudiziaria per gli accertamenti preliminari e sono in corso da parte dei tecnici dell’Anas “Sono sgomento e profondamente addolorato per la tragica morte di un giovane operaio in un cantiere della Salerno-Reggio Calabria. Un incidente mortale sul lavoro è una sconfitta per tutti, e non dovrebbe mai succedere”. Così il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. commenta così la notizia della morte dell’operaio. “Dobbiamo rafforzare la consapevolezza dei rischi e fare della prevenzione un impegno quotidiano di tutti, imprese e lavoratori. Perché non è accettabile che il lavoro, fonte di vita e di dignità, possa diventare una condanna a morte”. Dolore e cordoglio anche per il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio: “Mi auguro che questo ennesimo, tragico incidente sul lavoro -ha concluso Oliverio- non sia figlio della negligenza e della disattenzione umana e che si faccia immediatamente piena luce sulle cause che lo hanno determinato. Ai familiari giungano la mia vicinanza e le mie condoglianze”. Incredibili le dichiarazioni del Ministro Poletti, che nulla ha fatto, nonostante gli avvertimenti dell'Osservatorio dopo la mail del 28 febbraio 2014 (inviata uguale anche quest'anno) sulla strage che entro pochi giorni sarebbe ricominciata schiacciati dai trattori. dopo quel giorno ne sono morti così tragicamnte 142 nel 2014. E nove ne sono già morti quest'anno, e siamo solo all'inizio tra poco col bel tempo la strage ricomincerà senza neppure una twittata dei ministri competenti, L'Aquila 2 maRzo 2015 E' morto schiacciato da una pressa un bidello di 55 anni a Avezano mentre lavorava nell'Istituto per Geometri di Avezzano, è morto durante il trasporto in ospedale, secondo quanto si è appreso, stava spostando il macchinario insieme ad altre persone. Per rimuovere la pressa, impiegata nella scuola superiore per prove sui cubi di cemento, è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco. Sul posto per le indagini anche Carabinieri e sanitari del 118.

domenica 1 marzo 2015

Ancora 2 morti in edlizia

Due edili sono morti negli ultimi 2 giorni di Febbraio. In provincia di Salerno è morto cadendo in una buca di un escavatore Francesco Giarnaccia di 53 anni e in provincia di Messina è caduto da un lucernaio di un capannone Vincenzo Di Stefano di 60 anni. E' vermante incredibile, cala il lavoro in edilizia in modo drammatico ma i morti sul lavoro in edilizia aumentano. E la sicurezza cala per la concorrenza spietata che ormai ha fatto diventare la sicurezza dei lavoratori e la loro vita irrilevante.

giovedì 26 febbraio 2015

Terribile morte di un tecnico reggiano nel modenese. Ennio Morciano inghiottito da un rullo di un macchianario di una cava.

Modena 26 febbraio 2015 E' morto in modo atroce Ennio Morciano dopo essere rimasto intrappolato in un rullo per il trattamento della ghiaia, nell'azienda Turchi Cesare di stradello Cave Convoglio. La tragedia inotrno alle 18, Morciano stava facendo la manutenzioe i alcuni macchinari, nell'impianto di lavorazione della ghiaia e da una prima ricostruzione pare che sia stato "inghiottito" da un rullo mentre stesse lavorando da solo alla sua base per la pulizia del pietrisco. Straziante e raccapricciante la scena dell'incidente, sotto shock i lavoratori dell'azienda. Sul posto anche la Polizia Scientifica. Purtroppo anche quest'anno è inzioato in modo drammatico nei comparti che da soli hanno oltre il 60% di tutte le morti sui luoghi di lavoro: l'agricoltura e l'edilizia.

mercoledì 25 febbraio 2015

Di Pino Pignatta su Famiglia Cristiana

Morti sul lavoro, la strage continua 25/02/2015 Nel 2014 sono morte 135 persone nel comparto edililizio. Molte di queste lavoravano in nero e 25 avevano più di 60 anni. E sono già nove dall'inizio dell'anno i morti schiacciati dal trattore. Carlo Soricelli, direttore dell'Osservatorio indipendente di Bologna spera in un appello di Papa Francesco. 0 5 0 Invia ad un amico Riduci carattere Ingrandisci carattere Stampa la pagina Pino Pignatta pinopignattapino.pignatta Morti sul lavoro, la strage continua Già nove agricoltori schacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Non solo: cominciano ad arrivare i consuntivi dello scorso anno, e dicono che nel 2014 sui luoghi di lavoro sono morte complessivamente 135 persone nel comparto edililizio. ovviamente molte di queste erano in nero. E 25 avaveno un'età superiore ai 60 anni. Ed è questo il dato che fa più riflettere. La domanda è: la legge Fornero ha qualcosa a che vedere con l'aumento delle morti di lavoratori che svolgono mansioni "pesanti", per esempio i muratori over 65? I dati, in generale, sono impressionanti, e le notizie sugli infortuni spesso mortali passano quasi inosservate. Una delle persone che da anni, appassionatamente, con costanza e rigore, urla quasi nel "deserto" la disperazione per questo fenomeno è Carlo Soricelli, 65 anni, tecnico metalmeccanico in pensione, fondatore e direttore dell'Osservatorio indipendente di Bologna sui morti per il lavoro. Ed è lui che ci ha mandato gli ultimissimi dati disponibili. Oltre che al Presidente del Consiglio Renzi, ai ministri del Lavoro Poletti e delle Politiche Agricole Martina, ha scritto anche al Presidente Mattarella: «Spero, ma non ho dubbi, che su questo tema abbia la stessa sensibilità di Napolitano, con cui ho avuto diversi contatti». Carlo Soricelli, 65 anni, tecnico metalmeccanico in pensione, fondatore e direttore dell'Osservatorio indipendente di Bologna sui morti per il lavoro. Carlo Soricelli, 65 anni, tecnico metalmeccanico in pensione, fondatore e direttore dell'Osservatorio indipendente di Bologna sui morti per il lavoro. Intanto, le morti nel settore edlizia del 2014, comparate con il 2013, tra i lavoratori con oltre 60 anni: nel 2013 sono morti nel comparto edilizio 130 persone e 19 avevano un'età superiore ai 60 anni. Nel 2012 ci sono stati 164 morti in edlizia di questi 21 avevano un'età superiore a 60 anni. Nel 2011 i morti in edilizia sono stati 164 e sono stati 24 quelli con un'età superiore ai 60 anni. «Come vede», spiega Soricelli, «in percentuale l'aumento delle morti, ma anche degli infortuni gravi, c'è stato dopo la riforma Fornero. Ma l'avevo scritto subito dopo l'approvazione della nuova legge voluta dal Governo Monti. Come si fa far svolgere lavori pericolosi a persone che non hanno più i riflessi pronti e sono pieni di acciacchi inevitabili dopo una certa età? E questo vale per tutti i comparti, sopratutto l'agricolo, il metalmeccanico e nei servizi alle imprese. Si tenga presente che la crisi in questo settore in questo momento è devastante, ma se riprenderà il lavoro i morti in quella fascia d'età sono destinati ad aumentere. Spero tanto che Papa Francesco mandi un messaggio forte, si salveranno molte vite. Rivolgo questo mio appello al Vaticano, sperando che venga accolto». Il direttore dell'Osservatorio indipendente di Bologna invita anche a considerare che tra poche settimane ricomincerà la strage nei campi. Un agricoltore di 67 anni è rimasto schiacciato dal trattore in provincia di Ascoli Piceno: sono già nove dall'inizio dell'anno morti così atrocemente. «Una carneficina che è cominciata prima del previsto. Tra poco inizierà la bella stagione e ripartirà la strage, puntuale come ogni anno in questo comparto, senza che nessuno faccia niente. Ricordiamo ancora una volta che i ministri dell'Agricoltura, del Lavoro e il Premier dovrebbero interessarsi a queste tragedie che hanno visto morire 152 agricoltori nel 2014 e 142 da quando il 28 febbraio 2014 abbiamo mandato loro una mail per sensibilizzarli su queste tragedie e di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo, oltre che stanziare un po’ di soldi per la messa in sicurezza dei vecchi trattori.senza ottenere nessuna risposta». Carlo Soricelli si chiede anche, un po' amaramente, se all'Expo - che come slogan ha "Nutrire il Pianeta, energia per la vita - si parlerà anche di questa "eccellenza" italiana. «Noi faremo di tutto per sensibilizzare e quel giorno porteremo il lutto al braccio il giorno dell'inaugurazione che è anche la Festa dei lavoratori, invitando tutti a farlo anche all'Expo. Complessivamente dall'inizio dell'anno a oggi sono morti sui luoghi di lavoro 65 lavoratori e sono già stati superati i morti dei primi due mesi del 2014 che erano 63. Ricordiamo che sui luoghi di lavoro nel 2014 abbiamo avuto complessivamente +12,5% rispetto al 2013».

martedì 24 febbraio 2015

Un altro agricoltore è rimasto schiacciato da trattore.

Un agricoltore di sessantasette anni è rimasto schiacciato dal trattore in Provincia di Ascoli Piceno. Sono già nove dall'inizio dell'anno. La carneficina è cominciata prima del previsto. ma tra poche settimane inizierà la strage che ogni anno si rivelerà puntuale senza che nessuno faccia niente. Ricordiamo ancora una volta che il Ministro dell'Agricoltura, il Ministro del lavoro e il Primo Ministro dovrebbero interessarsi di queste tragedie che hanno visto morire in modo così atroce 152 agricoltori nel 2014 e 142 da quando il 28 febbraio 2014 abbiamo mandato loro una mail per sensibilizzarli su queste tragedie e di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo, oltre che stanziare un po’ di soldi per la messa in sicurezza dei vecchi trattori. Rispediamo alle segreterie di questi ministri la stessa mail del 28 febbraio 2014 sparando che questa volta s'interessino di queste tragedie. All'EXPO si parlerà anche di questa eccellenza italiana? Noi faremo di tutto per sensibilizzare e quel giorno porteremo il lutto al braccio, invitando tutti a farlo anche all'EXPO e alle manifestazioni.

La morte di Gianfranco Vettura provocata da un collega

Viterbo . La morte di Gianfrancesco Vettura di 56 anni non è stata una tragica caduta ad ucciderlo giovedì a Nepi. Vettura lavorava in un cantiere per la bonifica di un ex ricovero per equini, è stato infatti colpito a morte da un suo collega che, dopo essersi reso conto di quanto era successo, ha tentato di nascondere ogni prova della tragedia. Durante il fine settimana i Carabinieri della Stazione di Nepi, unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civita Castellana ed al personale dell’ASL di Viterbo, hanno fatto chiarezza sull’accaduto denunciando per omicidio colposo il compagno di lavoro. Dalla ricostruzione fatta dai militari, sembrerebbe che nelle immediate vicinanze del ex ricovero equino vi era un altro operaio di origini romene, che manovrava un escavatore ed era intento ad abbattere delle travi. Proprio per rompere uno dei pali, l'operaio romeno romeno ha urtato con il braccio del mezzo la testa dell’operaio. Successivamente era stato soccorso e trasportato con l’eliambulanza presso l’Ospedale Gemelli di Roma dove era deceduto poco dopo. Dagli accertamenti sembrerebbe che il responsabile, immediatamente dopo l’incidente, abbia rimosso la pala meccanica tentando di occultare tutte le tracce che portassero a lui. I militari hanno posto sotto sequestro il cantiere e i mezzi li utilizzati e sono tuttora in atto numerosi ulteriori accertamenti per verificare eventuali altre bugie raccontate per

sabato 21 febbraio 2015

MORTI SUL LAVORO NEL 2014

Report morti sul lavoro nel 2014 e andamento di queste tragedie dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2014 Nel 2014 sono morti sui luoghi di lavoro 660 lavoratori, tutti documentati in appositi file. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 1350 morti. L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto al 2013 è dell’12,5%. In questi sei anni di monitoraggio sono stati registrati 4282 lavoratori morti sui luoghi di lavoro e oltre 9000 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere (stime realistiche ma è impossibile avere dati certi dei lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere). Intere categorie non sono monitorate dalle statistiche ufficiali, oltre 700 di queste vittime sono morte in modo atroce, schiacciate dai trattori che guidavano. E senza che si sia fatto concretamente niente, nonostante i continui appelli che l’Osservatorio ha fatto nel corso di questi anni alle Istituzioni locali e nazionali, ultimo il 28 febbraio scorso a Renzi, Poletti e Martina. E’ quindi incredibile che in questi anni si siano fatte leggi per "attenuare" la burocrazia sul lavoro in base a questi cali inesistenti. Le normative sulla Sicurezza dei lavoratori trattate come tali dalla politica e da chi ci governa. Tra l’altro, il terremoto del 2012 in Emilia ha messo in luce un aspetto drammatico, che tantissimi capannoni industriali e non solo (si consiglia un controllo anche dei supermercati costruiti con le stesse caratteristiche), costruiti prima delle normative antisismiche, sono come castelli di sabbia, e che un terremoto che si verifichi di giorno e non di notte, può provocare tantissimi morti tra operai, impiegati e tecnici che ci lavorano dentro. E' gravissimo che non si faccia niente per fare mettere in Sicurezza i capannoni e i supermercati costruiti prima delle leggi antisismiche del 2005. La cosa che sgomenta di più è che parlano sempre di cali incredibili tutti gli anni, mentre non è affatto vero, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro che ricordiamo ancora una volta non sono solo quelle monitorate dall’INAIL istituto dello Stato che registra solo i propri assicurati, e tantissimi non lo sono. In concreto nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda di chi si è succeduto nel corso di questi anni al governo del paese, i morti sul lavoro non sono mai calati, e questo nonostante si siano persi per la crisi milioni di posti di lavoro. Le vittime si sono spostate da un lavoro che dispone di un’assicurazione vera a un altro che è in nero, partita iva individuale o precario. Registriamo tra l’altro un aumento dell' 1,9 anche rispetto al 2008 e in tutti gli anni che seguono, a parte una riduzione dello 0,7 registrata nel 2011rispetto al 2014. E questo nonostante ne frattempo si siano persi milioni di posti di lavoro. Mi ero impegnato, dopo la tragedia della ThyssenKrupp a monitorare i morti sul lavoro, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma è stato un lavoro inutile, nonostante le centinaia di migliaia di visitatori del blog i morti sono addirittura aumentati. Questo perché in Parlamento non ci sono lavoratori dipendenti che s’interessino di queste tragedie e che sanno cosa vuol dire svolgere lavori pericolosi. Situazioni che difficilmente toccano i parlamentari e i loro famigliari. Un muro invalicabile fatto d’indifferenza e di sudditanza ai poteri forti che controllano la politica. Nel 2014 l’agricoltura con il 34,2 % del totale risulta anche quest’anno la categoria con più vittime. In questo comparto il 65,5 % sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano. Gli agricoltori morti schiacciati dal trattore sono il 23% di tutti morti sui luoghi di lavoro. Nel 2014 sono stati ben 152 e 142 da quando il 28 febbraio ho mandato una mail a Renzi, Martina e Poletti, avvertendoli dell’imminente strage che di lì a pochi giorni sarebbe ricominciata col ribaltamento dei trattori e lo schiacciamento del conducente. E’ così tutti gli anni. Chiedevo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo e di proporre una legge sulla messa in sicurezza delle cabine di questo mezzo che uccide così facilmente. Inutile scrivere che non si sono mai degnati di rispondere e che il loro impegno è tutto dedicato a fare selfie, cinguettare, a mangiare gelati e a legiferare per togliere i diritti a chi lavora. Mentre per la vita di questi lavoratori che muoiono così drammaticamente non si fa niente, non spendono neppure un minuto del loro prezioso tempo per sensibilizzarli. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 19,8 % del totale, con le solite cadute dall’alto che provocano tantissime morti. Nell’industria il 9,1 %, l’8,18 % nell’autotrasporto. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, a parte l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono quest’anno il 10,1% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi. Le altre morti sono da ricercarsi nelle diverse attività, principalmente nel terziario. Se si analizzano con obbiettività questa raccolta dati si evidenzia un’Incredibile mattanza, che fa comprendere come opera chi ci sta governando e che ci ha governati in questi ultimi anni. Se è vero che l’INAIL registra costantemente dei cali delle morti tra i propri assicurati, e questo lo scrivo ormai da diversi anni, ed è una verità molto scomoda, e se l’Osservatorio Indipendente di Bologna invece può dimostrare dati alla mano che praticamente da quando è stato aperto il 1° gennaio 2008 i morti sui luoghi di lavoro sono addirittura aumentati? Che sono calati gli occupati in posti tutelati e con assicurazioni degne di questo nome. Che le vittime sul lavoro si sono solo spostate da lavori a tempo indeterminato a lavori precari, in nero e grigio. Che la mancanza di tutele per le Partite IVA Individuali e altre importanti categorie di lavoratori, oltre a quelli che lavorano in nero e in grigio, provocano un aumento degli infortuni, anche mortali. Ricordiamo che il Sindacato svolge una funzione determinante per la Sicurezza dei lavoratori: dove sono presenti in modo organizzato le morti sul lavoro sono quasi inesistenti. Ed è per questo che l’Osservatorio non diffonderà più i dati raccolti, se non su richiesta di persone interessate veramente al problema, per la totale indifferenza verso queste tragedia da parte di chi ci governa. Sono semplici verità che la nostra classe dirigente fa finta di non vedere. Le tragedie delle morti sul lavoro sono un fenomeno complesso, che tocca tutte le varie articolazioni dello Stato a cominciare dai controlli sul rispetto delle normative. Aziende, soprattutto piccole, che utilizzano lavoratori senza preparazione o addirittura in nero che poi fanno una concorrenza sleale a chi le regole le rispetta. Ma non c’è solo questo. Pressapochismo, superficialità di chi commissiona il lavoro a persone non qualificate e non assicurate, che spesso sono amici e conoscenti. Le persone che muoiono lavorando sono a volte gli stessi che svolgono, senza avere la preparazione adeguata improvvisandosi muratori, elettricisti, fontanieri, agricoltori ecc…Queste tragedie sono soprattutto un problema di conoscenza e di corretta informazione. Ed è per questo che i media hanno un’importanza determinante per attenuare il fenomeno, ma si occupano sostanzialmente dei morti sul lavoro solo quando ci sono casi di morti eclatanti e collettive. La mancanza di tutele introdotte con il Jobs act istituzionalizza la precarietà per chi lavora che è già a livelli intollerabili per un paese civile. Abolire l’unico baluardo che era rimasto per la tutela dei lavoratori, l’ormai famigerato articolo 18, padre di tutti i mali italiani, che tra l’altro era già di fatto abolito con la legge Fornero è aberrante. Chi si potrà opporre tra i nuovi assunti ad eseguire un lavoro pericoloso se rischierà di essere licenziato? Si deve sapere che dal 2015 gli italiani non avranno più un lavoro “buono” cioè a tempo indeterminato ma solo un indennizzo con una piccola monetizzazione crescente, ma solo stipendi da fame, calpestio dei diritti e inSicurezza sul lavoro. E questo provocherà un danno enorme non solo per i lavoratori ma per tutti il sistema produttivo e un ulteriore calo della natalità. Io non ci sto e protesto chiudendo di fatto alla politica l’Osservatorio, tanto per chi la fa le morti sul lavoro sono solo un impiccio burocratico. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NEL 2014 NELLE PROVINCE ITALIANE (vanno almeno raddoppiati se si aggiungo i morti sulle strade e in itinere.) Valle d'Aosta (2 morti) Aosta 2,Piemonte (50 morti) Torino 20, Alessandria 9, Asti 4, Biella 1, Cuneo 10, Novara 3, Verbano-Cusio-Ossola 1, Vercelli 2. Liguria (10 morti)Genova 6, Imperia 1, La Spezia 1, Savona 2.Lombardia (76 morti) Milano 7, Bergamo 5, Brescia 16, Como 3, Cremona 10, Lecco 0, Lodi 2, Mantova 13, Monza 3, Brianza 1, Pavia 8, Sondrio 4, Varese 5.Trentino-Alto Adige (18 morti)Trento 6, Bolzano 12,Veneto (59 morti)Venezia 10, Belluno 5, Padova‎ 6, Rovigo 4, Treviso 9, Verona 14, Vicenza 8. Friuli-Venezia Giulia (12 morti) Trieste 2, Gorizia 0, Pordenone 4, Udine 6. Emilia-Romagna (52 morti)Bologna 5. Forlì-Cesena 7, Ferrara 6, Modena 6, Parma 7, Piacenza 6, Ravenna 9, Reggio Emilia 3, Rimini 3.Toscana (28 morti) Firenze 2, Arezzo 8, Grosseto 3, Livorno 1, Lucca 3, Massa Carrara 1, Pisa‎ 6, Pistoia 2, Prato 0, Siena 1.Umbria (13 morti)Perugia 8, Terni 5.Marche (25 morti)Ancona 4, Ascoli Piceno 8(compresi i 4 piloti del Tornado), Fermo 3, Macerata 5, Pesaro-Urbino 5.Lazio (42 morti)Roma 16, Frosinone 4, Latina 4, Rieti 8, Viterbo 10.Abruzzo (28 morti)L'Aquila 9, Chieti 9, Pescara 2, Teramo 8.Molise (9 morti)Campobasso 5, Isernia 4,Campania (45 morti) Napoli 12, Avellino 8, Benevento 6, Caserta 7, Salerno 12,Puglia (39 morti)Bari 15, BAT 3, Brindisi 2, Foggia 4, Lecce 9, Taranto 6.Basilicata (7 morti)Potenza 6, Matera 1. Calabria ( 17 morti) Catanzaro 3, Cosenza 5, Crotone 1, Reggio Calabria 1, Vibo Valentia 7.Sicilia(49 morti) Palermo 13, Agrigento 5, Caltanissetta 6, Catania 3, Enna 2, Messina 6, Ragusa 3, Siracusa 5, Trapani‎ 6.Sardegna (17 morti) Cagliari 4, Carbonia-Iglesias 2, Medio Campidano 1, Nuoro 4, Ogliastra 1, Olbia-Tempio 0, Oristano 4, Sassari‎ 0. Quando leggete questa terribile sequenza ricordatevi sempre che se si aggiungono anche i morti sulle strade e in itinere i morti sul lavoro sono almeno il doppio e tante vittime sulle strade muoiono per turni dove si dovrebbe dormire, per orari prolungati e stanchezza accumulata, per lunghi percorsi per andare e tornare dal lavoro. Non sono segnalati a carico delle province le morti di autotrasportatori sulle autostrade