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Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.

La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.

L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008

Grazie agli innumerevoli visitatori del sito che ogni giorno lo visitano a centinaia, a volte a migliaia. Tantissimi anche dall’estero: soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Germania. Ma non mancano neppure visitatori dalla Francia e dall’Inghilterra.

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morti 2017

Morti per infortuni sul lavoro dal 1°gennaio al 21 giugno 2017

Osservatorio Indipendente di Bologna morti

sul lavoro

Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 317 lavoratori. Con i morti sulle strade e in itinere, che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro si superano i 640 morti complessivi. Erano il 4 giugno di quest’anno 276. Erano 262 sui luoghi di lavoro al 4 giugno del 2016 +5,1% Erano 236 il 4 giugno del 2008 +14,5%. Come vedete nessun calo delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO, anzi, un aumento costante in questi dieci anni nonostante vogliono farci credere il contrario, e questo per giustificare l’incredibile massa di denaro speso per la Sicurezza in questi anni.

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Le morti verdi provocate dal trattore

Strage continua, sono già 67 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti o perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Martina batta finalmente un colpo su queste tragedie. Da quando è ministro sono morti schiacciati da questo mezzo oltre 450 agricoltori, ma ci stiamo avviando a contare i 500 morti provocati dal trattore. Con questo ritmo saranno inevitabili tra qualche mese. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore. Anche ieri 20 giugno ha perso la vita in modo così orribile un 57enne nella provincia di Ascoli Piceno. Ma se dal Paese non si alza un moto d’indignazione per la loro indifferenza, verso chi ci governa o che è all’opposizione, nulla cambierà. Nelle televisioni pubbliche trasmissioni pagate coi soldi dei contribuenti, fanno vedere idilliache terre incontaminate dove gli animali pascolano felici, ma mai che si occupano dell’altra faccia della medaglia: i tantissimi morti che ci sono sui campi e il colore rosso della terra impregnata dal sangue dei nostri agricoltori. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

Morti nelle Regioni e Province italiane nel 2017 per ordine decrescente, sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Con le morti sulle strade e in itinere gli infortuni mortali in ogni provincia e regione sono mediamente il 120% in più ogni anno

LOMBARDIA 30 Milano (5), Bergamo (2), Brescia (6), Como (1), Cremona (1), Lecco (2), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (4), Pavia (2), Sondrio (3), Varese () VENETO 28 Venezia (4), Belluno (), Padova (1), Rovigo (5), Treviso (4), Verona (7), Vicenza (7). ABRUZZO 27 L'Aquila (7), Chieti (3), Pescara (12) Teramo (5) SICILIA 21 Palermo (2), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (1), Enna (2), Messina (1), Ragusa (3), Siracusa (1), Trapani (6). EMILIA ROMAGNA 22 Bologna (3). Forlì-Cesena (1), Ferrara (3), Modena (3), Parma (3), Piacenza (2), Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (). PIEMONTE 21 Torino (8), Alessandria (), Asti (2), Biella (1), Cuneo (8), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola (1) Vercelli (1) CAMPANIA 21 Napoli (7), Avellino (1), Benevento (2), Caserta (5), Salerno (6). LAZIO 16 Roma (6), Viterbo (3) Frosinone (2) Latina (5) Rieti (). TOSCANA 14 Firenze (2), Arezzo (), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (1), Massa Carrara (1), Pisa (3), Pistoia (1), Siena () Prato (1). PUGLIA 11 Bari (3), BAT (), Brindisi (2), Foggia (2), Lecce (3) Taranto () CALABRIA 10 Catanzaro (2), Cosenza (5), Crotone (1), Reggio Calabria (1) Vibo Valentia (1) LIGURIA 9 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (5). MARCHE 9 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (5), Ascoli Piceno (1). SARDEGNA 7 Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (2), Sassari (3). Sulcis inglesiente () UMBRIA 6 Perugia (4) Terni (2). FRIULI VENEZIA GIULIA 6 Trieste (2), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (3). BASILICATA 1 Potenza (1) Matera () Molise 4 Campobasso (3), Isernia /1) TRENTINO ALTO ADIGE 6 Trento (1), Bolzano (5). VALLE D’AOSTA ()

I morti sulle autostrade e all’estero non sono a carico delle province

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Report morti sul lavoro nell’intero 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL SENZA MEZZO DI TRASPORTO, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA e non solo degli assicurati INAIL.

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Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Flavio Insinna recita la poesia di Carlo Soricelli "Morti Bianche"

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli

Santo Della Volpe con Carlo Soricelli
Santo Della Volpe con Carlo Soricelli. Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso da poco. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

Video Nicoletti rai 2

Carlo Soricelli attività artistica

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quarant’anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri.

Qui sotto i siti di Soricelli

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mercoledì 21 giugno 2017

Un altro "Nessuno" che guida il trattore è morto schiacciato dal mezzo

Sono già 67 dall'inizio dell'anno e "nessuno" muove un dito. da quando è ministro delle Politiche Agricole Martina sono quasi 500 i morti provocati di questo mezzo. Qualcuno lo ha udito dire qualcosa a proposito? anche le false opposizioni che ci sono in parlamento non sprecano una sola parola su questa carneficina. Meglio non disturbare le lobby che il parlamento lo dominano.
Ma anche un operaio ha perso la vita: un lavoratore esterno che lavorava in una grande azienda in provincia di Sondrio

martedì 20 giugno 2017

Ancora e ancora morti sul lavoro. Altri cinque in due giorni

Due morti in edilizia: uno nella provincia di Savona dove a perdere la vita è stato un albanese di trent'anni cadendo da un tetto di un capannone mentre asportava amianto. la seconda in edilizia in Provincia di Enna è morto Santo Giacona, anche lui caduto da un ponteggio mentre stava ristrutturando una casa. E' morto dopo un'agonia che durava dal 5 giugno Matteo Notari un operaio travolto da un muletto in una fabbrica di Battipaglia nel salernitano, Mente un agricoltore muore punto da un'ape Rino Ansi di 67 anni.

lunedì 19 giugno 2017

Cinque Stelle. Ecco l'arrivo dei marziani in parlamento: Ci sono da ormai da un decennio anni: anche loro sono stati sempre avvertiti della carneficina di agricoltori schiacciati dal trattore. E cosa chiede il nostro bravo parlamentare di Cinque Stelle? Dei motivi di disparità dei trattamenti: insomma sono discriminate le macchine di movimento terra. C'è da piangere

Postato sulla mia pagina di F questo post del parlamentare  Massimiliano Bernini
ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DELLE TRATTRICI AGRICOLE: URGE FARE CHIAREZZA
Le continue proroghe degli obblighi formativi degli operatori dei trattori agricoli stimolano la «logica del condono» in tutto il settore con grave danno degli standard di sicurezza in un ambito già caratterizzato da elevati indici di rischio.
Con il recente «milleproroghe» si è rimandato al 31 dicembre 2017 l'obbligo di formazione rispetto alle macchine agricole e al 31 dicembre 2018 il termine di effettuazione dei corsi di aggiornamento per coloro che abbiano dimostrato di aver condotte macchine agricole per almeno due anni alla data di entrata in vigore dell'accordo «Stato regioni»; il punto 5 della circolare n. 21/2013 del 10 giugno 2013 del Ministero chiarisce, per quanto riguarda la formazione pregressa, che essa è riconosciuta senza bisogno di ulteriori condizioni e che la validità di 5 anni deve ritenersi decorrente dall'entrata in vigore dell'Accordo; perciò, ai fini del mantenimento dell'abilitazione, gli operatori devono frequentare il corso di aggiornamento entro il 31 dicembre 2022, a prescindere dal vincolo del «rinnovo quinquennale» dalla data di conseguimento dell'abilitazione.
La « prorogatio» della specifica abilitazione introdotta dal decreto si applica solo agli operatori dei trattori agricoli o forestali, mentre non è prevista per le altre attrezzature di lavoro di cui l'accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012; tra queste, le macchine movimento terra che, dal punto di vista dei rischi connessi al loro utilizzo, presentano numerose analogie con le attrezzature agricole; ciò ingenera una palese disparità di trattamento con gli altri settori «non agricoli» per i quali l'obbligo di abilitazione è entrato in vigore a partire dal 13 marzo 2013.
Per questi motivi ho interrogato (link sotto) i Ministri competenti per chiedere come intendano porre rimedio alla disparità di trattamento tra i vari settori in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ancora tre morti sui luoghi di lavoro, tra questi non poteva mancare il "solito" agricoltore schiacciato dal trattore

Sono altre tre le vittime della nostra indifferenza sulle tragedie delle morti ul lavoro. Due sono nella mia regione, l'Emilia Romagna. Due morti provocate dalla stanchezza e da malori dovuti al caldo ma anche ai carichi di lavoro. A Modena un autotrasportatore è morto dopo un probabile malore schiantandosi contro un muro. 
Un operaio  morto rimanendo schiacciato tra due camion nel parmense. Un altro agricoltore (ma praticamente con la bella stagione ne muore uno giorni giorno, ma anche più di uno). Mirco Allegri aveva solo 35 anni e lascia moglie e prole, anche lui schiacciato dal trattore dopo il 17enne di giovedì scorso. Ma ormai mi sto rassegnando, sono anni che cerco di sensibilizzare per questa carneficina, ma chi dovrebbe occuparsene non lo fa. Ma veramente noi italiani ci meritiamo questa politica e questo parlamento di nominati che trova il tempo spesso per delle stupidate e non lo trova per occuparsi di queste tragedie? Poi quando finirà questo decimo anno di monitoraggio scriverò un libro su questa esperienza: i contatti, a chi ho mandato mail, le risposte spesso allucinanti di famosi parlamentari, l'indifferenza degli amministratori locali e nazionali, i contatti con il Presidente Napolitano, con senatori e deputati, con presidenti di Regioni, con giornalisti famosi e non conosciuti della RAI e della Carta Stampata che sono gli unici ad avere preso a cuore queste tragedie. Li ringrazierò tutti, e sono tanti, quelli che hanno dimostrato umanità e sensibilità. Ma se le istituzioni locali e nazionali se ne fregano di queste tragedie non c'è nulla da fare. Non a caso le morti sul lavoro sono addirittura aumentate da quando dieci anni fa ho aperto l'Osservatorio: le morti aumentano a causa della precarietà e per avere diminuito attraverso le leggi anche la Sicurezza sul lavoro.  

venerdì 16 giugno 2017

Un adolescente di 17 anni morto schiacciato dal trattore e il Parlamento ha appena rinviato la legge che obbliga chi guida questo mezzo a sottoporsi a un esame per prendere il patentino.

Da dieci anni monitoro tutte le morti sul lavoro con l'Osservatorio. se dovessi scrivere cosa penso fini in fondo dei "rappresentanti del Popolo" che sono in Parlamento rischierei una denuncia penale. E io non ho santi in paradiso che mi possono difendere, sono solo un metalmeccanico in pensione che visto che non lo faceva nessuno, dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, decisi di cominciare a monitorare queste morti che sono molte di più di quelle che dicono. Solo in questi primi 15 giorni di giugno i morti schiacciati dal trattore sono stati 12 e 65 dall'inizio dell'anno e ormai quasi cinquecento da quando abbiamo il pessimo Ministro delle Politiche Agricole Martina. Come si può giudicare un Ministro che se pur avvertito ogni anno, prima delle stragi che iniziano con la bella stagione, attraverso mail inviate alla sua segreteria, non fa niente per alleviare queste tragedie? Perchè ha permesso il rinvio in Parlamento pochi giorni fa  dell'obbligo del patentino per chi giuda questo mezzo mortale? Ma la risposta è semplice e tutti lo capiscono. Sono lì a occupare poltrone ben pagate. Questo ministro lo si vede dappertutto, ma mai si è sentito spendere una parola di solidarietà verso queste vittime che non dovrebbero farlo dormire alla notte. E l'opposizione cosa ci sta a fare? Cinque Stelle, Lega, Forza Italia, Articolo 1 ecc. va bene questa strage inarrestabile? Perchè non chiedono spiegazioni ai ministro Martina e a quello del lavoro Poletti? Perchè hanno approvato di fatto con il silenzio il rinvio della legge sul patentino per chi guida questo mezzo mortale e che provoca ogni anno un morto su cinque sui LUOGHI DI LAVORO? Le lobby contano più delle vite? Questo povero diciassettenne probabilmente non sarebbe morto se avesse avuto la consapevolezza di guidare un mezzo così pericoloso e i suoi familiari gli avrebbero impedito di salirci senza una preparazione adeguata. E la Commissioni Parlamentari che dovrebbero occuparsene cosa stanno facendo a proposito? A me questo Parlamento non mi rappresenta, come non rappresenta decine di milioni di lavoratori a cui vengono tolti diritti e sicurezza sul lavoro, come per esempio con il jobs act che ha abolito l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i nuovi assunti e che di fatto rende più facile l'infortunio, anche mortale, visto che potrebbe essere licenziato con una scusa se si rifiuta di svolgerlo.  I lavoratori non hanno praticamente rappresentanza in parlamento, a parte il Senatore Barozzino che non a caso è un operaio, e che ha proposto un disegno di legge che introduce il reato di omicidio sul lavoro. denunciatemi se volete, ma non è neppure tutto quello che penso.

giovedì 15 giugno 2017

la provincia di Cuneo sempre ai vertici delle morti per infortunio sul lavoro

15 giugno 2017 Sono 4 i lavoratori morti per infortuni nella provincia di Cuneo sui luoghi di lavoro negli ultimi tre giorno. Otto dall'inizio dell'anno. Nonostante sia una provincia con una scarsa popolazione ci sono quasi ogni anno diversi morti sul lavoro. Due sono gli agricoltori morti a causa del trattore: poi un idraulico di 36 anni caduto da tre metri d'altezza e un povero giovane di 19 anni investito da un muletto in un'azienda che commercia pneumatici. Ma la conta ogni giorno è inesorabile, già 305 sono i morti sui LUOGHI DI LAVORO in Italia dall'inizio dell'anno. Se le vittime per infortuni continueranno con questo ritmo si supererà ogni record negativa da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l'Osservatorio. Carlo Soricelli

mercoledì 14 giugno 2017

Con la morte di Mirko Nivazzi morto a Sasso Marconi ieri 13 giugno arriviamo a contare lo strabiliante numero di 300 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno e oltre 600 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere. La trecentesima vittima del 2016 è stata Carmine Guglielmi ma era il giorno 29 di giugno. abbiamo raggiunto i 300 morti sui LUOGHI DI LAVORO con ben 15 giorni d'anticipo. E la politica sta a guardare

E' morto a soli 29 anni Mirko Nivazzi a Sasso Marconi di Bologna. Il povero giovane è caduto da una scala in un'azienda agricola mentre puliva una mietitrebbia. Ma anche ieri i morti sono stati ben 6 di cui due agricoltori schiacciati dal trattore in provincia di Cuneo. Due autotrasportatori hanno perso la vita in uno scontro tra TIR sull'autostrada A 14 all'altezza di Ravenna. Uno dei due TIR si è incendiato: immaginate la fine orrenda di questi camionisti. Quando entri in autostrada ti vengono i brividi nel vedere questi bisonti che spesso fanno la gara tra di loro incuranti degli automobilisti. Ne muoiono tantissimi sulle strade e spesso coinvolgono anche gli automobilisti. Le vittime sono tutte e due straniere. 
RAI2 TG2 INSIEME - Carlo Soricelli nella trasmissione di Marzia Roncacci

Carlo Soricelli intervistato dalla trasmissione num3ri su Rai2


Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino scritta due giorni questa tragedia

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Le verità scomode sulle morti per infortunio sul lavoro

Anche tu, indipendentemente dal lavoro che svolgi corri seri pericoli

1) Da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna le morti per infortunio sul lavoro non sono mai calate se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL, istituto che monitora solo i propri assicurati

2) In base a questi presunti cali inesistenti e diffusi dalla stampa, dal potere politico e economico in Parlamento si sono fatte leggi per alleggerire le normative sulla sicurezza

3) Almeno un terzo dei morti sul lavoro sfuggono a qualsiasi statistica

4) In questi dieci anni sono morti per infortunio sul lavoro oltre 13.000 lavoratori se si prendono in considerazione tutti, comprensivi dei morti sulle strade e in itinere

5) Ogni anno oltre la metà dei morti sul lavoro sono sulle strade e in itinere (itinere significa mentre si va e si torna dal lavoro). La mancata conoscenza delle normative specifiche sull’itinere è spesso una trappola che impedisce il riconoscimento dell’infortunio, anche mortale e questo vale per tutti i lavoratori indipendentemente il lavoro che svolgono. Tutti si spostano da casa verso e al ritorno dal lavoro

6) Sui luoghi di lavoro in questi dieci anni sono morti oltre 7000 lavoratori (esclusi i morti sulle strade e in itinere)

7) Le donne muoiono relativamente poco sui luoghi di lavoro, ma tantissime perdono la vita in itinere. Sono dovute alla stanchezza per il doppio lavoro che svolgono tra casa e lavoro che ne riduce la prontezza dei riflessi

8) Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni

9) La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni che non hanno più i riflessi pronti e buona salute per svolgere lavori pericolosi.

10) Il jobs act che ha abolito di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa aumentare le morti sul lavoro per l’impossibilità di rifiutarsi di svolgere lavori pericolosi. Prova ne è che la stragrande maggioranza di chi muore per infortunio lavora in aziende che non hanno la copertura dell’articolo 18, di rappresentanza sindacale e di un responsabile della Sicurezza. L’articolo 18 abolito dal jobs acts recitava che non si può licenziare senza Giusta Causa e Giustificato Motivo.

11) Moltissime sono le morti tra artigiani e partite iva individuali e in nero e grigio.

12) E’ l’agricoltura la categoria più a rischio: mediamente supera ogni anno il 30% delle morti sui luoghi di lavoro di tutte le categorie e tra gli agricoltori

13) Un morto si cinque sui luoghi di lavoro ogni anno è provocato dal trattore, ne sono morti in questi dieci anni almeno 1000 mentre guidavano questo mezzo, oltre 400 sono i morti accertati dall’Osservatorio provocati dal ribaltamento del trattore in questi ultimi tre anni.

14) L’edilizia ha mediamente il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro. Le cadute dall’alto sono un’autentica piaga in questa categorie. In tanti muoiono lavorando in nero in edilizia e in aziende del subappalto.

15) In questi dieci anni non si è fatto niente per arginare questa piaga, il Parlamento ha ignorato le morti di tanti lavoratori e questo per il semplice fatto che il lavoro dipendente e gli artigiani non hanno nessuna rappresentanza di fatto nelle due Camere.

16) Se non vuoi morire lavorando occupati in prima persona della tua sicurezza personale e rifiutati di svolgere lavori pericolosi e denuncia chi ti obbliga a farlo, e se non ne hai la forza di opporti lascia una memoria scritta ai tuoi familiari che potranno un domani denunciare queste autentiche violenze.