Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

http://cadutisullavoro.blogspot.it/

Independent Observatory of Bologna who died on the job

Bologneser Unabhängige Beobachtungsstelle für die Toten bei der Arbeit

L'Osservatorio ha tantissimi visitatori statunitensi e tedeschi ed è per questo che lo presentiamo anche nelle loro lingue

Presentazione osservatorio

Fondato dal metalmeccanico in pensione e pittore Carlo Soricelli è attivo dal 1° gennaio 2008 in ricordo di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demani. Sono i sette giovani operai della ThyssenKrupp di Torino, morti nella notte del 5/6 dicembre 2007. Dall'Osservatorio sono registrati e archiviati in appositi file i morti sui luoghi di lavoro del 2008/2009/2010/2011/2012/2013/2014/2015.

Abbiamo deciso di dedicare questo osservatorio indipendente anche al grande giornalista Santo Della Volpe scomparso pochi giorni fa. Da quando è aperto, abbiamo constatato quanto ha fatto per far comprendere agli italiani le vere dimensioni delle tragedie degli infortuni sul lavoro, del dramma dei familiari che hanno perso così tragicamente un loro Caro, delle morti provocate dall’amianto e di tutte le problematiche del mondo del lavoro. Grazie Santo

carlo.soricelli@gmail.com

Morti sui luoghi di lavoro dall'inzio dell'anno

Morti sul lavoro nel 2015

4 agosto

Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 390 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 760 morti complessivi (stima minima). Altro che cali delle morti per infortuni sul lavoro, si sono solo trasferiti in categorie non tutelate direttamente dall’INAIL e dallo Stato Italiano. L’allungamento dell’età pensionabile con la Legge Fornero, l’abolizione dell’articolo 18 per i nuovi assunti, il Jobs act e “l’alleggerimento “ delle normative sulla Sicurezza degli ultimi governi stanno producendo questi risultati. Occorre tenere presente che nelle statistiche delle morti sul lavoro lo Stato considera morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e che tantissime categorie come per esempio le Partite Iva Individuali, Vigili del Fuoco, Poliziotti, Carabinieri, lavoratori in nero, pensionati in agricoltura e tante altre non rientrano nelle statistiche ufficiali. L’INAIL ha registrato nel 2014 complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi oltre 300 sono morti in itinere ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Noi nel 2014 abbiamo registrati ben 661 morti sui luoghi di lavoro (tutti documentati) se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano nel 2014 i 1300 morti. Come potete vedere i morti per infortuni sui luoghi di lavoro non sono mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. In questi otto anni di monitoraggio delle vittime i morti per infortunio si sono in larga parte trasferiti dall’INAIL a altre categorie, sono aumentati i morti in nero, in grigio, ma soprattutto nelle Partite Iva individuali. Ma perché questa enorme differenza? L’INAIL occorre ricordarlo ancora una volta, registra le morti solo dei propri assicurati e in tantissimi non lo sono. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario fare conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani. Terribile la situazione in Toscana quest’anno, regione che vede già un aumento delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro del 34% sull’intero 2014, anno che ha avuto 28 lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO. Micidiale la sequenza delle morti causate dal trattore in Italia, sono già 81 dall’inizio dell’anno e 50 dal 1° maggio Festa dei Lavoratori e inaugurazione dell’EXPO che “nutre il pianeta”, ma anche il suolo italiano con il sangue dei nostri agricoltori. Non si possono certo inserire tra le morti per infortuni sul lavoro i casi come quello del bambino di 8 anni di Avezzano travolto dal mezzo guidato dal padre che probabilmente non l’ha visto mentre faceva manovre, o di quel giovane di 28 anni, anche lui schiacciato dal trattore, che faceva la gara con amici per poi postare la corsa sul web. A tantissimi sfugge che il trattore è il mezzo più pericoloso in assoluto, è per questo che abbiamo richiesto tantissime volte al Ministro Martina, di fare una campagna informativa sulla pericolosità del trattore, senza ottenere nessun risultato. A chi lo guida, inoltre, occorrerebbe richiedere una patente d’idoneità fisica e psichica. Ma è una misura impopolare. Piangere dopo non serve a niente.

Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nelle regioni italiane per ordine decrescente.

Lombardia 50. Toscana 42. Veneto 34. Campania 26. Lazio (24). Sicilia 23 Puglia 23. Emilia-Romagna 23. Piemonte 20. Trentino-Alto Adige 14. Abruzzo 13. Marche 12. Liguria 10. Umbria 10. Molise 8. Friuli-Venezia Giulia 7. Sardegna 7. Calabria 5. Basilicata 4. Valle D’Aosta 0. I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle regioni. Sono le province di Brescia e Bari con 15 morti sui luoghi di lavoro a guidare questa triste classifica. Seguono Vicenza e Salerno con 12. Per avere notizie sulle singole province mandare una mail a Carlo Soricelli

Flavio Insinna recita la poesia “Morti bianche” di Carlo Soricelli

Flavio Insinna recita la poesia "morti bianche" su radio 2






Gli occhi di Mamma Marianna

Gli occhi di Mamma Marianna
Gli occhi di Mamma Marianna sono ancora così dalla morte di sua figlia Lisa, l'Ingegnera Lisa Picozzi morta a 31 anni il 29 settembre del 2010 per infortunio sul lavoro.

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Una poesia in memoria dei sette lavoratori della Thyssenkrupp
morti nel 2007 a Torino

Il cuore rimasto in Fabbrica
anche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace.

Trattore ribaltato

Trattore ribaltato
Ministro Martina dica qualcosa su questa carneficina. Continua inarrestabile la strage di agricoltori schiacciati dal trattore. Sono già 51 dal 1° Maggio Festa dei Lavoratori e inaugurazione dell’EXPO che “nutre il pianeta”. Sono 81 dall’inizio dell’anno. Nel 2014 sono stati schiacciati dal trattore 152 lavoratori e 142 da quando l’Osservatorio che dirigo le ha mandato una mail il 28 febbraio 2014 per avvertirla, come del resto ho fatto con Renzi e Poletti dell’imminente strage che puntualmente si è verificata. Lo stesso è stato fatto nel febbraio 2015. Il risultato è lo stesso: la Sua indifferenza e quella di Renzi e Poletti. La vita di questi lavoratori non vale neppure un twitter? Eppure la vediamo tutti i giorni in televisione. Su se ne occupi finalmente, Lei è il Ministro delle Politiche Agricole se lo ricordi, e la vita di chi lavora la terra dovrebbe essere per Lei fondamentale. Questo post sarà continuamente aggiornato fino a quando non la vedremo spendere una parola su queste vittime che si potrebbero dimezzare se solo ci fosse un’informazione corretta e attenta. Carlo Soricelli

Carlo Soricelli brevi cenni biografici

Tecnico metalmeccanico in pensione. Ha aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 pochi giorni dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, dopo aver visto che non era possibile trovare sul Web notizie in tempo reale sulle morti sul lavoro. Considera l’attività di volontario dell’Osservatorio come una naturale evoluzione della sua attività di artista

E’ pittore-scultore da oltre quaranta anni, Ha sempre creato opere a contenuto sociale.. Ha esposto con personali con Antonio Ligabue e Cesare Zavattini e ha all’attivo oltre settanta mostre, è presente con opere in diversi musei.

Ha creato per primo al mondo, da vent’anni la “pittura pranica”, la pittura che interagisce con l’osservatore e che “guarisce” numerose patologie, soprattutto dolorose. Ha creato il “Rifiutismo” corrente pittorica dove gli oggetti che l’uomo considera rifiuti assumono una dimensione senza tempo. Ha scritto sei libri

Siti di Soricelli

lunedì 3 agosto 2015

Ma quanto uccide il trattore nell'indifferenza di chi legifera?

3 agosto Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore. Ma non si possono certo inserire tra le morti per infortuni sul lavoro i casi come quello del bambino di 8 anni di Avezzano che è stato schiacciato dal mezzo guidato dal padre che probabilmente non l'ha visto, o di quel giovane di 28 anni, anche lui schiacciato dal trattore, che faceva la gara con amici per poi postare la corsa sul web. A tantissimi sfugge che il trattore è il mezzo più pericoloso in assoluto, è per questo che abbiamo richiesto tantissime volte al Ministro Martina, di fare una campagna informativa sulla pericolosità del trattore, senza ottenere nessun risultato. A chi lo guida, inoltre, occorrerebbe richiedere una patente d’idoneità fisica e psichica. Ma è una misura impopolare. Piangere dopo non serve a niente.

mercoledì 29 luglio 2015

Ancora 3 morti, due nella provincia di Bologna

30 luglio 2014 Anche ieri è stata una giornata tragica che ha visto morire altri 3 lavoratori per infortuni sul lavoro. Oltre alla decima vittima dell'Esplosione di Modugno ci sono stati altri due morti nella provincia di Bologna. A Borgo Tassignano è morto fulminato un manutentore di una ditta di ceramica. Nel centro di Bologna è morto un commericiante soffocato nel suo negozio dopo un incendio provocato da un mozzicone di sigaretta. Propbabilmente non è riuscito a uscire dalla porta bloccata dall'interno per ovvie ragioni di sicurezza. Questa morte mi colpisce in modo particolare: la moglie la conosco personalmente, canta nel coro della Regione Emilia Romagna, coro in cui canta anche mia figlia.

Egregio Sig. Presidente Matteo Renzi stia sereno

Egregio Sig. Presidente Matteo Renzi, oggi è morto un altro lavoratore coinvolto nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’ artificio a Modugno in provincia di Bari, sono così diventati 10 i morti: è la strage sul lavoro più grave anche rispetto a quella della ThyssenKrupp del 2007. L’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it è nato il 1° gennaio 2008 proprio per ricordare quel gravissimo episodio avvenuta poche settimane prima. Quella di Modugno è probabilmente la più grave strage di lavoratori avvenuta in Italia dal dopoguerra dopo quella del 1987 dell’Elisabetta Montanari, la strage su una nave nel Porto di Ravenna, dove morirono 13 lavoratori, di cui diversi in nero, come nella Fabbrica di Modugno . Ma non abbiamo sentito da Lei una parola di solidarietà, se non di circostanza, per questa immane tragedia. A oggi 29 luglio 2015, dall’inizio dell’anno sono morti sui LUOGHI DI LAVORO 379 lavoratori, erano 352 il 29 luglio del 2008, 368 il 29 luglio del 2014, 345 il 29 luglio del 2013 quando governava lo “stai sereno” Enrico Letta”. Come vede, il suo avvento alla guida del Paese certi risultati li ha ottenuti: sicuramente quello di aumentare il numero dei morti sul lavoro che non sono mai stati così tanti da quando l’Osservatorio è stato aperto. Leggi come la Fornero e il Jobs act, l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i nuovi assunti, provocano un inasprimento di questo fenomeno vergognoso. Era logico che precarizzare la vita di tutti i nuovi assunti conducesse a questo aumento. Chi mai più ha il coraggio d’opporsi, se corre il rischio d’essere licenziato, anche alla mancata Sicurezza sui luoghi di lavoro e a ordini “anche velati” impartiti per lo svolgimento dei lavori pericolosi? Il Jobs act e l’abolizione dell’articolo 18 tolgono salario e dignità e riducono chi lavora a una condizione di schiavitù permanente. No, a Lei non si può certo dire che soffre “di annuncite”. I risultati da Lei ottenuti contro i diritti e la Sicurezza dei lavoratori in poco più di un anno sono stati devastanti, risultati che fanno vergognare anche industriali che vedono il loro lavoro come un contributo alla Società. Ma stia sereno, ci sono ancora tante Feste dell’Unità a cui potrà rinunciare a partecipare per non essere sommerso da una montagna di fischi. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.

martedì 28 luglio 2015

Continua inesorabile la conta delle morti sui LUOGHI DI LAVORO

28 luglio Ancora due morti sul lavoro. A Roma è morto un operaio italiano di 53 anni. era un operaio dell'ACEA. Il lavoratore era andato a verificare se era possibile dentro a un tombino, nel quartiere Centocelle, riparare un guasto che impediva l'erogazione dell'acqua in quella zona. improvvisamente si è accasciato al suolo ed è morto. Probablmente per una fuga di gas, o per carenza d'ossigeno. In Provincia di Cambobasso la seconda tragedia. Un edile è morto per il crollo di una cupola di una chiesa che stavano ristrutturando. La vittima è rimasta sepolta sotto le macerie, mentre alcuni suoi colleghi sono rimasti feriti. Apprendiamo tra l'altro che tante vittime morte a Modugno, per l'esposione di una fabbrica di fuochi d'artificio, lavoravano in nero. Qui sorge l'enensima domanda. Se lavoravano in nero, non sono considerate come tantissime altre vittime, morte per infortuni sul lavoro? Probablmente Si, visto che ogni anno mi trovo a monitarare moltissime vittime in più. Ci chiediamo anche questa volta se per l'INAIL i lavoratori morti a Modugno, che lavoravano in nero, sono considerate morti sul lavoro. Per noi SI, mille volte SI Per Lei Presidente dell'INAIL De Felice?

lunedì 27 luglio 2015

AI MORTI SUL LAVORO CHE SPARISCONO DALLE STATISTICHE: CHE ALMENO LA TERRA VI SIA LIEVE.

28 luglio 2015 Altri due lavoratori schiacciati dal trattore. Le targedie in Provincia di Brescia e di Pistoia. Sono complessivamente 71 i morti sui LUOGHI DI LAVORO morti in questo luglio tragica. tantissimi di queste morti non saranno nemmeno riconosciute come tai dalle statistiche ufficiali. Inizieranno contenziosi che dureranno anni con gli istituti di assicurazione. Tragedie complicatisisme quelli delle morti sul lavoro che richeiderebbero misure tarsparenti che coinvolgono diversi aspetti della nostra Convivenza Civile di Stato democratico. Tanti i morti innero, tanti gli Hobbisti, tanti i pressapochisti che affidano il lavoro ad un amico, che si rtrovano poi implicati in guai serissimi in caso d'infortunio grave. Ma il comito di uno stato e dellle sue istituzioni sarebbe quello di fare per primo un'informazione corretta che nonguarda in faccia anessuno, Poi che aumenti i controlli e non li diminuisca come è stato fatto da tutti i gverni che si sono succeduti in questi ultimi anni. AI MORTI DIMENTICATI: CHE ALMENO LA TERRA VI SIA LIEVE: SARA' BAGNATA DALLE LACRIME DEI CITTADINI ITALIANI CHE ANCORA CONSERVANO UN PO' DI UMANITA'.

domenica 26 luglio 2015

Vaffanculo alla politica dell’indifferenza e della complicità sulle morti per infortuni sul lavoro

Sono salite a nove le vittime dell’esplosione nella fabbrica di Fuochi d’artificio in provincia di Bari, alcuni probabilmente lavoravano in nero, ma questa è solo la punta di un aisberg. C’è uno stillicidio giornaliero che lascia indifferenti tutti. Sono sessantanove i morti sui LUOGHI DI LAVORO in Italia dal 1° luglio 2015. Sono 372 dall’inizio dell’anno e oltre 740 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere che sono considerati dallo Stato a tutti gli effetti come morti sul lavoro. Affanculo alla politica dell’indifferenza, della compiacenza, che mai s’interroga su queste tragedie e sul reale numero delle morti per infortuni sul lavoro. Tutti gli anni parlano di cali favolosi, ma che sono inesistenti. Da quando ho aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it non sono mai stati così tanti. In questi ultimi due anni poi c’è stato un crescente che lascia sgomenti quelli come me che fanno il lavoro di monitoraggio delle morti senza avere nessun interesse da salvaguardare. Un lavoro volontario fatto per passione, iniziato per ricordare gli operai della ThyssenKrupp di Torino morti così tragicamente poche settimane prima. Ma perché questa disinformazione? Ma perché nessuno va a verificare se quello che l’Osservatorio dice corrisponde al vero? Ma la politica a cosa serve se non s’interessa a queste tragedie? L’INAIL va in Parlamento e parla anche per il 2014 di un calo delle morti per infortuni, mentre da anni scrivo che le morti si sono solo trasferite da chi dispone di quest’ assicurazione a lavoratori in nero o assicurati in modo diverso dall’INAIL che monitora solo i propri assicurati. Ma nessuno in Parlamento che dica: un momento, c’è chi dice che le morti sono aumentate, andiamo a verificare. Occorre ricordare che L’Onorevole Alfonso Bonafede ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo spiegazioni al Ministro Martina sulle tantissime morti in agricoltura provocate dal trattore.. Allora? La verità è che in Parlamento non c’è più un partito dei lavoratori, che alla fine in quel luogo surreale non c’è nessuno che s’interessi quello che succede a decine di milioni di cittadini. La legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro, muoiono in tantissimi con più di sessant’anni per infortuni mentre lavorano. Ma nessuno dice niente. A nessuno interessa. Diminuiscono ulteriormente le protezioni con il Jobs act, ma a nessuno in quel luogo interessa e si oppone concretamente. I lavoratori utilizzati solo come utili idioti. Sono già 48 gli agricoltori schiacciati dal trattore dal 1° Maggio Festa dei lavoratori, 78 dall’inizio dell’anno e Martina pur avvertito, come del resto Renzi e Poletti, come nel febbraio 2014 sull’imminente strage causate da questo mezzo continua a non far niente. Anche il grande giornalista Santo Della Volpe, scomparso poche settimane fa, uno dei pochi che s’interessava costantemente di queste tragedie non riusciva a farsi ascoltare. Ma in che Paese siamo caro Presidente Mattarella? Li mandi tutti a casa.

venerdì 24 luglio 2015

Strage di lavoratori alle porte di Bari. Sono diventati 6 i lavoratori morti, ma complessivamente se si aggiungono le morti singole arriviamo a contarne 11

24 luglio Bari, esplode fabbrica di fuochi d'artificio alle porte della città: 6 morti accertati e c'è ancora confusione su eventiali dipsersi. Ci sono anche diversi feriti gravi Terribile tragedia in provincia di Bari. L'esplosione nello stabilimento di fuochi d’artificio della ditta Bruscella a Modugno cittadina che si trova vicino a Bari. Ma occorre ricordare lo stillicidio che c'è ogni giorno in Italia: anche oggi complessivamente 11 morti per infortuni sul lavoro. dall'inizio del 2014 erano al 24 luglio 355. Erano 345 lo stesso giorno del 2008. Chi parla di cali "favolosi" in questi anni fa solo disinformazione. Noi li abbiamo registrati tutti e non temiamo smentite. Da quando è stato aperto, il 1° gennaio del 2008 l'Osservatorio non ci sono mai stati così tanti morti per infortuni